Bergamo, 700 in corteo per Valentina Sarto contro i femminicidi

Fiaccolata silenziosa dalla casa della vittima allo stadio: appello a denunciare e non restare sole

 Una partecipazione ampia e composta ha attraversato le strade di Bergamo per ricordare Valentina Sarto e dire no alla violenza sulle donne. Sono state circa 700 le persone presenti alla fiaccolata silenziosa, organizzata dal Comune insieme alla Rete antiviolenza Bergamo-Dalmine, in un momento di raccoglimento che ha unito cittadini, istituzioni e associazioni.

Il corteo è partito da via Pescaria, luogo del femminicidio, per arrivare fino al piazzale dello stadio. In testa alla manifestazione il padre e il fratello della vittima, accompagnati dalla sindaca Elena Carnevali, in un clima di forte emozione e solidarietà. Le candele accese, oltre 300, hanno scandito il percorso trasformandolo in una sorta di “Via Crucis laica”, simbolo del dolore e della memoria.

Tra i messaggi più forti emersi durante la serata, quello contro ogni giustificazione della violenza. Lo striscione “Non esiste chi picchia per amore” ha accompagnato il corteo, ribadendo la necessità di un cambiamento culturale profondo. Un tema richiamato anche negli interventi finali, con l’obiettivo di contrastare narrazioni che minimizzano o giustificano episodi di violenza.

Numerose le testimonianze raccolte lungo il percorso. Una vicina di casa ha ricordato Valentina come una donna forte e indipendente, esprimendo incredulità per quanto accaduto. Parole che evidenziano lo shock della comunità di fronte a un episodio percepito come imprevedibile.

Fondamentale il ruolo delle associazioni e dei centri antiviolenza presenti alla manifestazione. Le volontarie hanno lanciato un appello chiaro: denunciare e chiedere aiuto, soprattutto nei momenti più delicati come una separazione, considerati tra i più a rischio. Un invito rivolto a tutte le donne a non affrontare da sole situazioni di difficoltà.

Il corteo ha rappresentato non solo un momento di lutto, ma anche di consapevolezza collettiva. La partecipazione di molti uomini è stata sottolineata come un segnale importante, nella costruzione di una risposta condivisa a un fenomeno che riguarda l’intera società.

Nel piazzale dello stadio, vicino al luogo di lavoro della vittima, si è svolto il momento conclusivo. La sindaca ha ribadito l’impegno delle istituzioni e dei centri antiviolenza, sottolineando la necessità di non considerare questi episodi come inevitabili e di rafforzare le azioni di prevenzione.

La mobilitazione proseguirà anche nei prossimi giorni. Per sabato 21 marzo è previsto un nuovo presidio organizzato dalla rete bergamasca contro la violenza di genere, segno di un impegno che vuole essere continuativo.

Il caso di Valentina Sarto si inserisce in un contesto più ampio e preoccupante. Negli ultimi due anni, nel territorio, si contano sei femminicidi, un dato che alimenta la richiesta di interventi concreti e di un cambiamento culturale duraturo.

Redazione

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