L’inverno appena trascorso ha registrato meno giorni di emergenza smog rispetto agli anni precedenti, grazie a frequenti perturbazioni che hanno evitato il ristagno delle polveri sottili. Tuttavia, secondo Legambiente Lombardia, la qualità dell’aria resta un problema serio: nelle uniche due fasi di alta pressione tra gennaio e febbraio, si sono comunque raggiunti livelli critici di PM10 e PM2.5, ben al di sopra delle soglie raccomandate dall’OMS.
I dati di Bergamo e della Bassa Lombarda
A Bergamo, nei primi due mesi del 2024, si sono registrati 14 giorni di superamento del limite di 50 µg/m³ di PM10, con una media di 40,5 µg/m³. La situazione risulta ancora più grave nella Bassa Lombardia, tra Cremona, Lodi, Codogno e Soresina, dove le concentrazioni di polveri sottili sono tra le più alte della regione.
Secondo Legambiente, il problema dell’inquinamento non riguarda solo le grandi città, ma anche i centri più piccoli, specialmente quelli con un’elevata densità di allevamenti intensivi. La produzione di milioni di tonnellate di liquami zootecnici contribuisce in modo significativo alla formazione di particolato atmosferico, aggravando la situazione dell’aria in Pianura Padana.
Traffico e mobilità urbana: Milano la più colpita
A livello regionale, Milano rimane la città con il maggior numero di giorni di sforamento dei limiti, con oltre un giorno su tre di aria irrespirabile. In questo caso, il traffico veicolare gioca un ruolo determinante. Secondo Federico Del Prete, responsabile mobilità e spazio pubblico di Legambiente Lombardia, è necessario investire nel trasporto pubblico per ridurre l’impatto del traffico pendolare, anziché continuare a costruire nuove autostrade che consumano suolo agricolo.
Un cambio di rotta necessario
Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, sottolinea la necessità di ripensare la gestione degli allevamenti e delle politiche sulla mobilità urbana, per ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria. Secondo l’associazione, servono misure concrete e condivise tra le amministrazioni locali, il governo regionale e quello nazionale, per affrontare in modo efficace un problema che ha conseguenze dirette sulla salute pubblica.