Niente più tagli frequenti dell’erba tra la fermata della Teb e la strada provinciale di Torre Boldone. A chiarire la scelta, che ha suscitato numerose segnalazioni da parte dei cittadini, è direttamente l’amministrazione comunale, che annuncia l’introduzione di un nuovo modello di manutenzione urbana: lo sfalcio ridotto.
Un prato spontaneo per un ambiente più sano
La novità consiste nella riduzione degli interventi di taglio nelle aree verdi selezionate, un sistema già diffuso in molte città europee e sempre più adottato anche in Italia. L’obiettivo è favorire il ciclo naturale delle piante erbacee, lasciando che crescano fino alla fioritura e alla produzione di semi, con evidenti vantaggi per la biodiversità urbana.
“Non si tratta di abbandono o incuria – spiega il Comune – ma di una scelta consapevole e sostenibile”, finalizzata a incrementare la qualità ambientale degli spazi pubblici. I prati così gestiti diventano rifugi naturali per insetti impollinatori, aiutano a contenere le polveri sottili e richiedono meno manutenzione, con risparmi anche in termini di risorse pubbliche.
Dove si applica e dove no
Il progetto non interesserà tutte le aree verdi del paese, ma sarà limitato a zone selezionate e poco frequentate, come quella tra la fermata Teb e la provinciale. Parchi gioco, aree con panchine e zone per cani resteranno esclusi, continuando a essere mantenuti con tagli regolari per garantire fruibilità e decoro.
La scelta è quindi calibrata sull’effettivo utilizzo degli spazi pubblici, evitando disagi per i residenti e promuovendo al contempo un modello più armonico di convivenza con la natura urbana.
Una questione di cultura ambientale
L’amministrazione sottolinea come la strategia dello sfalcio ridotto sia già motivo di soddisfazione in molte città, dove è stata accompagnata da campagne informative e da un crescente apprezzamento da parte della cittadinanza. Torre Boldone, con questa sperimentazione, si inserisce in una rete virtuosa di comuni che puntano alla sostenibilità, cercando un nuovo equilibrio tra estetica, ecologia e funzionalità.
Il Comune invita i cittadini a guardare con occhi diversi l’erba alta, interpretandola non più come un segno di abbandono, ma come una scelta consapevole per un ambiente più naturale e vivibile.