I dubbi del Comitato di Redona sul semaforo verde fisso alla Martinella: «Ci penalizza»

Il Comitato di quartiere esprime preoccupazioni sulla gestione del traffico causato dal semaforo verde fisso in zona Martinella, sollevando questioni di viabilità, sicurezza pedonale e coinvolgimento della comunità nelle decisioni

Le preoccupazioni sollevate dai residenti

L’introduzione del semaforo verde fisso sulla Provinciale 35, in zona Martinella, ha suscitato diverse perplessità tra i residenti di Redona, che hanno espresso i loro dubbi durante la riunione del Comitato di quartiere del 16 giugno. Il documento elaborato durante l’incontro è stato successivamente consegnato al Comune di Bergamo per sollevare problematiche relative a questo provvedimento, che dovrebbe diventare permanente a partire dalla fine dell’estate.

Secondo i residenti, l’implementazione di questa misura potrebbe penalizzare le loro quotidiane necessità di spostamento, a favore di chi proviene dalla Val Seriana. Infatti, si segnalano code che non solo congestionano la Provinciale 35, ma si spostano anche verso il rondò delle Valli, creando disagi in altre aree. In questo scenario, i residenti della Martinella si vedrebbero costretti a percorrere lunghi giri per attraversare la strada da est a ovest.

Le criticità sul semaforo e la viabilità

Il principale punto di criticità sollevato riguarda la gestione del semaforo verde fisso, che potrebbe non risolvere il problema del traffico, ma anzi contribuire a spostarlo altrove. Un altro tema discusso riguarda la scarsa comunicazione dei risultati della sperimentazione, iniziata il 12 maggio, e la percezione che i cittadini non siano stati adeguatamente coinvolti nelle decisioni.

Altra critica emersa riguarda il semaforo pedonale a chiamata, con tempi troppo lunghi che portano molte persone a ignorare il semaforo rosso per attraversare la strada. I residenti sottolineano che, nonostante la presenza di molti pedoni nella zona, non ci sono marciapiedi sufficienti per garantire la sicurezza. Questo porta a sollevare dubbi anche sulla proposta di un sottopassaggio per i pedoni e i ciclisti, che potrebbe non essere la soluzione ottimale, considerando la sua posizione e l’efficacia complessiva.

La questione del trasporto pubblico

Oltre agli aspetti legati al semaforo e alla viabilità, i residenti hanno sollevato anche dubbi sulle politiche di mobilità della città. Nonostante i piani incentrati sulla sostenibilità e la mobilità alternativa, sembra che l’amministrazione comunale continui a privilegiare l’uso dell’auto privata, anziché incentivare l’uso del trasporto pubblico. I cittadini suggeriscono che, sebbene alcuni lavoratori non possano fare a meno di utilizzare un veicolo proprio, sarebbe possibile ridurre il traffico se il sistema di trasporti pubblici fosse più efficiente, con corse adeguate e ben organizzate.

Tuttavia, il piano per un trasporto pubblico migliorato sembra restare una promessa non ancora realizzata, a causa delle difficoltà strutturali e finanziarie che caratterizzano il sistema di trasporto su gomma nella provincia di Bergamo.

Le proposte del Comitato di Redona

Il Comitato di Redona, pur esprimendo una certa comprensione per le esigenze di viabilità dei pendolari, ha chiesto al Comune di Bergamo di rivedere alcune delle misure adottate, in particolare quelle riguardanti la gestione del traffico e la sicurezza dei pedoni. La richiesta è quella di un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni sulla viabilità e una valutazione approfondita degli effetti del semaforo verde fisso non solo sulla Provinciale 35, ma su tutta l’area circostante.

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