Un’ingegnosa quanto illegale truffa ai danni dell’aeroporto di Orio è costata l’arresto a un 35enne pakistano residente a Ciserano, sorpreso mentre eludeva il pagamento del parcheggio nell’area “Kiss & Fly” grazie a buoni sconto fotocopiati. L’uomo, che operava come tassista abusivo, aveva architettato un sistema rudimentale ma efficace per risparmiare sulle tariffe del parcheggio breve, accumulando una frode pari a circa 3.000 euro.
L’area “Kiss & Fly”, pensata per brevi soste finalizzate a carico e scarico passeggeri, prevede 10 minuti gratuiti, dopodiché la tariffa può salire fino a 10 euro all’ora. Non essendo in possesso di regolare concessione per il trasporto passeggeri – pur avendo una licenza Ncc decaduta – il 35enne non aveva diritto ad accedere gratuitamente alla zona riservata ai taxisti regolari.
Il trucco: un codice a barre duplicato
Il sistema escogitato dall’uomo era tanto semplice quanto fraudolento: dopo aver cenato al ristorante Rossopomodoroall’interno dello scalo, aveva ottenuto un voucher parcheggio valido per tre ore gratuite. Da quel momento, aveva fotocopiato il codice a barre del buono su pellicole adesive e le applicava sui biglietti del parcheggio, riuscendo così a superare ripetutamente le sbarre di uscita senza mai pagare.
Gli agenti si sono accorti dell’anomalia durante un’altra indagine per ricettazione che coinvolgeva lo stesso individuo. Analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza, hanno notato che non utilizzava mai contanti o carte per il pagamento alle casse automatiche. Giovedì 10 luglio, alle 20.44, il truffatore è stato fermato in flagranza: aveva appena superato la sbarra, e, nel tentativo di disfarsi delle prove, ha strappato e gettato il biglietto dal finestrino. Nell’auto, però, sono stati trovati altri cinque voucher contraffatti.
Convalida dell’arresto e processo a settembre
Le forze dell’ordine sono riuscite a ricostruire, tramite le immagini, almeno 1.400 euro di parcheggi non pagatidirettamente riconducibili al 35enne. Tuttavia, sulla sua auto risultano complessivamente accessi per un totale di 3.000 euro. L’uomo è stato arrestato per truffa e ieri il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo per lui il divieto di dimora a Orio al Serio. Il processo è fissato per il 26 settembre.
L’episodio mette in evidenza le falle nei sistemi di accesso automatizzati e la necessità di rafforzare i controlli nelle aree sensibili come gli aeroporti, dove l’abusivismo e le truffe restano fenomeni diffusi.