Trionfo al Festival Internazionale Folco Quilici
Miglior documentario alle Orobie di Gangemi
Il documentario “Le Orobie e i suoi abitanti” del regista bergamasco Daniele Gangemi si è aggiudicato il Primo Premio – Miglior Documentario al prestigioso Festival Internazionale Folco Quilici, tenutosi a Comacchio. Un riconoscimento che premia non solo la qualità tecnica dell’opera, ma anche la sua intensità narrativa e sensibilità ecologica.
La motivazione ufficiale della giuria recita:
“Un documentario straordinario che restituisce con sensibilità e rigore il legame tra flora, fauna e uomo. Le immagini, girate e montate con grande maestria, sono arricchite da un commento musicale e narrativo di eccellente qualità, capace di esaltarne la forza espressiva”.
Un ecosistema in equilibrio: flora, fauna e… funghi
Il cuore narrativo del documentario
L’opera – della durata di 52 minuti – è un viaggio attraverso le Alpi Orobie, descrivendone l’incredibile varietà di paesaggi, specie animali e strategie di sopravvivenza. Dalle rane temporarie in migrazione per riprodursi, ai merli acquaioli impegnati in corteggiamenti acrobatici, ogni scena svela aspetti inediti di un ambiente naturale complesso e sorprendente.
“In tutto questo – conferma Gangemi – gli alberi e i funghi sono dei veri maestri. Sono le piante che si comportano come un super-organismo, a mettere in atto delle strategie di difesa e di sopravvivenza fuori dall’ordinario. Nei vasti boschi delle Alpi Orobie, gli alberi comunicano tra di loro: avvisano i vicini in caso di allarme, sostengono e rinforzano gli esemplari più deboli. Il tutto grazie alla più performante struttura della Terra: il micelio dei funghi, il Wood Wide Web, una rete di connessioni sotterranee che permettono il trasporto di nutrimenti e informazioni vitali. Ogni essere è un anello fondamentale della rete della Vita. Questa è la lezione delle Alpi Orobie.”
Una produzione indipendente
Un progetto curato interamente da Gangemi
Gangemi ha firmato produzione, montaggio, sceneggiatura, regia e post-produzione. A ispirarlo è stato Baldovino Midali, panettiere-documentarista di Branzi che gli ha messo a disposizione il proprio archivio video.
“Se sono riuscito a immaginare un progetto del genere – spiega il regista – lo devo a Baldovino Midali di Branzi. Mi ha invitato a casa sua e mi ha parlato delle sue avventure in Val Brembana alla ricerca degli animali che la caratterizzano. Da lì, il passo successivo è stato quello di poter mettere le mani sul suo girato senza troppi vincoli. Un gesto nobile e raro che ho apprezzato molto”.
Particolarmente preziose le riprese dell’aquila reale, che avevano già ottenuto riconoscimenti da parte dell’azienda americana GoPro.
Collaborazioni e contributi d’eccezione
Un racconto corale della montagna
Il progetto è stato arricchito dal lavoro di Massimiliano Manuel Paolino, Roberto Vallet e Davide Crola, fotografi naturalisti della rivista Orobie. A loro si devono le suggestive scene invernali di stambecchi e camosci sulle cime innevate.
Gangemi, per rendere autentico il racconto, ha svolto un lavoro di ricerca approfondito:
“Per raccontare i diversi comportamenti animali cui Baldovino mi ha appassionato – aggiunge – mi son dovuto documentare parecchio sull’argomento. La prima parte del documentario racconta infatti le strategie degli animali messe in atto per sopravvivere in un ambiente a volte ostile. Mi sono addentrato nel bosco per raccontare la straordinaria capacità di fare rete e cooperare.”
L’influenza delle teorie di Stefano Mancuso
L’intelligenza delle piante al centro della narrazione
Una fonte d’ispirazione fondamentale per il documentario è stata l’opera del neurobiologo Stefano Mancuso, i cui studi sulla comunicazione vegetale hanno colpito Gangemi:
“In questo sicuramente devo un grazie al neurobiologo Stefano Mancuso, le cui teorie riguardo l’intelligenza delle piante sono state una folgorazione. Le piante abitano questo pianeta da ben 5 milioni di anni. In termini di sopravvivenza hanno sicuramente qualcosa da insegnare, ma l’Homo Sapiens pare poco disposto ad ascoltare questi insegnamenti.”
In arrivo anche su Rai Tre
Il prossimo progetto: “La montagna che rivive”
Daniele Gangemi ha recentemente completato anche “La montagna che rivive”, documentario prodotto da Alpenway e anch’esso ambientato tra le Orobie. Il film sarà trasmesso nei prossimi mesi su Rai Tre, ampliando ulteriormente il pubblico delle sue storie di montagna, natura e umanità.
📌 Riepilogo
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🏆 Premio: Miglior Documentario – Festival Internazionale Folco Quilici, Comacchio (FE)
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🎬 Titolo: Le Orobie e i suoi abitanti
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📍 Ambientazione: Alpi Orobie (Val Brembana, BG)
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🕒 Durata: 52 minuti
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👤 Regia, montaggio, produzione: Daniele Gangemi
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🤝 Collaborazioni: Baldovino Midali, Massimiliano Paolino, Roberto Vallet, Davide Crola
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📺 Prossimo progetto: La montagna che rivive, su Rai Tre

