Un’installazione luminosa nel cuore del cimitero monumentale
Nei portici del Famedio del Cimitero monumentale di Bergamo, sono comparsi festoni dorati in mylar: si tratta dell’intervento dell’artista Daniel González, parte del progetto “Contemporary Locus 17”, promosso dall’omonima associazione e inserito nel percorso espositivo “Temporary Locus”. L’opera si compone di elementi leggeri e riflettenti sospesi lungo il colonnato, con l’obiettivo dichiarato di “trasformare la memoria in luce”, in un dialogo poetico con il tema della morte e della commemorazione.
L’inaugurazione ufficiale dell’installazione è prevista per martedì 28 ottobre alle 18:30, con un evento pubblico aperto a tutti sul piazzale antistante il Cimitero monumentale. La presentazione alla stampa si svolge invece lunedì 27 ottobre, sempre alla presenza dell’amministrazione comunale, che invita la cittadinanza a partecipare. L’opera si colloca nel solco di una riflessione più ampia sull’identità dei luoghi urbani e collettivi, riletti attraverso l’arte contemporanea.
Le critiche: “Luogo sacro profanato, rimuovere subito i festoni”
L’installazione ha però subito generato forti polemiche, soprattutto per la sua collocazione in un luogo destinato al raccoglimento e alla memoria, a pochi giorni dal 2 novembre, giorno della Commemorazione dei defunti. A guidare il fronte critico è l’ex parlamentare Giorgio Jannone, che ha scritto una lettera aperta alla sindaca Elena Carnevali, accusando l’amministrazione di aver autorizzato un’opera «che vilipende il rispetto e la sobrietà dovuti a un luogo sacro dal punto di vista religioso, culturale, etico e storico».
Jannone chiede la rimozione immediata dell’installazione, definendola «una mancanza di rispetto verso la memoria dei defunti e la seconda Bergamo, quella dei nostri cari». Dura anche la reazione di alcuni esponenti politici locali, come i consiglieri comunali della Lega, Alessandro Carrara, che definisce l’opera «una scelta di pessimo gusto», e Alberto Ribolla, secondo cui «si è oltrepassato ogni limite di decenza, mancando di rispetto ai defunti».
La difesa del Comune: “Un progetto culturale condiviso e consapevole”
Alle critiche risponde con una nota congiunta il vicesindaco Sergio Gandi insieme all’assessore ai Servizi cimiteriali Giacomo Angeloni, difendendo il valore dell’iniziativa: «Il progetto di quest’anno si inserisce in una tradizione consolidata, con l’intento di proporre uno sguardo diverso sui luoghi della città attraverso l’arte contemporanea», spiegano i due assessori, sottolineando come molte realtà del territorio abbiano partecipato con convinzione.
«Invitiamo a non fermarsi all’apparenza, ma ad attendere che l’opera venga presentata e raccontata pubblicamente prima di esprimere un giudizio», proseguono, evidenziando il valore esplorativo e aperto dell’arte contemporanea: «L’arte non ha pretese, se non quella di essere osservata con uno sguardo consapevole. È libera, e deve essere giudicata con la medesima libertà».
Buonasera, a mio modesto parere ritengo fuori luogo, e di cattivo gusto trasformare
Un luogo di culto, in una pseudo opera artistica secondo alcuni, per una buona parte di chi ha espresso la propria valutazione di questi pezzi di carta ,la stessa è stata considerata un insulto al
Luogo di Culto.