In Bergamasca abbattuti 27 mila piccioni: la Polizia Provinciale e il controllo della fauna

Nel biennio 2024-2025 la Polizia Provinciale di Bergamo registra oltre 27 mila abbattimenti di piccioni previsti dai piani di prelievo approvati dalla Regione Lombardia. Interventi mirati anche su cinghiali, nutrie e corvidi, con un’intensa attività di recupero di animali selvatici feriti o in difficoltà

Il controllo della fauna selvatica in provincia di Bergamo

Nel biennio 2024-2025, la Polizia Provinciale di Bergamo ha intensificato le operazioni di gestione della fauna selvatica previste dalla normativa per la tutela del patrimonio agricolo e zootecnico. In base ai Piani di prelievo approvati dalla Regione Lombardia, sono stati prelevati, abbattuti e smaltiti 27.091 piccioni, animali che causano danni significativi alle colture e agli allevamenti nelle aree rurali.

Il coordinamento degli interventi spetta al corpo provinciale, con la collaborazione di Guardie venatorie volontarie e operatori faunistici abilitati. Gli interventi avvengono in contesti agricoli e produttivi, mentre l’ambito urbano resta escluso dalle competenze della Polizia Provinciale.

Come precisano le autorità provinciali e il sovrintendente Daniele Carrara, l’attività di controllo rappresenta uno strumento di equilibrio ambientale necessario per evitare danni economici e sanitari alle attività agricole del territorio.

Non solo piccioni: anche cinghiali, nutrie e corvidi

L’attività della Polizia Provinciale non riguarda soltanto i piccioni. Nel corso del biennio, sono stati prelevati 373 cinghiali, 764 nutrie, 491 corvidi (tra cui cornacchie grigie, gazze e ghiandaie) e 6 daini.

Gli interventi sui cinghiali risultano particolarmente rilevanti per la prevenzione della peste suina africana, che rappresenta una seria minaccia per l’allevamento suino e l’economia agricola. Le nutrie, invece, vengono monitorate e contenute per contrastare i fenomeni di erosione dei fossi e danneggiamento delle sponde fluviali.

La Polizia Provinciale agisce anche su segnalazione dei Comuni del territorio, intervenendo in risposta a criticità specifiche segnalate da amministrazioni locali o cittadini, sempre nel rispetto delle normative ambientali regionali.

Recupero e soccorso degli animali selvatici

Oltre all’attività di controllo, la Polizia Provinciale svolge un importante lavoro di recupero della fauna selvatica ferita o in difficoltà. Gli operatori sono chiamati a intervenire quando animali rimangono feriti, intrappolati o debilitati.

Le segnalazioni provengono spesso dai cittadini o dalle forze dell’ordine: chi trova un animale ferito può chiamare il Numero unico di emergenza 112, che inoltra la richiesta alla centrale operativa provinciale.

Una volta ricevuta la segnalazione, gli operatori scelgono tra tre percorsi d’intervento.

  • Liberazione immediata, se l’animale è in condizioni idonee.

  • Trasferimento al Centro di Recupero Animali Selvatici (CRAS), per le cure veterinarie e successiva reimmissione in natura.

  • Soppressione umanitaria, solo nei casi estremi in cui le condizioni non consentano la sopravvivenza.

I numeri del recupero: oltre 4.800 interventi in cinque anni

Secondo i dati diffusi dalla Polizia Provinciale di Bergamo, dal 2019 al 2025 sono stati effettuati 4.850 recuperi di fauna selvatica.

  • 3.639 riguardano mammiferi come cervi, caprioli, camosci, stambecchi, mufloni, volpi, tassi e ricci.

  • 1.201 sono uccelli di specie diverse, tra cui merli, rondini, balestrucci, tortore, aironi, civette, allocchi, gheppi, sparvieri, poiane e germani reali.

  • 10 appartengono alla fauna ittica.

Nel solo 2025, i recuperi registrati al 27 ottobre ammontano già a 840 casi, un dato che testimonia l’intensità del lavoro svolto quotidianamente dagli operatori provinciali.

Un’attività continua per l’equilibrio ambientale

L’attività di controllo e di recupero rappresenta una funzione essenziale di tutela del territorio e della biodiversità. Come evidenzia il sovrintendente Daniele Carrara, il compito della Polizia Provinciale non è soltanto quello di ridurre i danni economici causati dalla fauna, ma anche di garantire la convivenza sostenibile tra uomo e natura.

Le azioni programmate per il 2024-2025 si inseriscono in un quadro di gestione integrata della fauna, che mira a mantenere il giusto equilibrio ecologico, proteggendo allo stesso tempo le attività agricole e il benessere animale.

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4 mesi fa

Che vergogna! E non dico altro Quanta ignoranza

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4 mesi fa

per fortuna che ci sono i cacciatori che vanno ad ucciderli senza pagati da nessuno e poi ce gente che non capisce niente che criticano i cacciatori

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4 mesi fa

Per fortuna…

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