A Bergamo gli incidenti in bicicletta sono quasi raddoppiati in dieci anni, salendo da 74 nel 2014 a 137 nel 2023, con un picco di 143 casi nel 2021, anno post-pandemico caratterizzato da un forte ritorno alla mobilità urbana. A certificare il dato è uno studio del Politecnico di Milano, che conferma una crescita continua degli incidenti su due ruote nella città lombarda, in controtendenza rispetto al resto d’Italia.
L’indice di incidentalità ciclistica – ovvero la percentuale di incidenti in bici sul totale dei sinistri – è salito dal 10,9% al 15,4% nello stesso periodo. Numeri che, secondo il Comune, riflettono un uso sempre più diffuso della bicicletta nel contesto urbano, ma anche carenze infrastrutturali e problemi di convivenza con il traffico motorizzato, soprattutto in prossimità delle rotatorie.
Dati in controtendenza con il trend nazionale
Mentre in tutta Italia il numero di sinistri ciclistici è sceso da 17.446 nel 2014 a 16.488 nel 2023, Bergamo ha visto una costante crescita di questi episodi. A livello locale, il picco assoluto si è verificato nel 2021, con 143 incidenti. Da allora si è registrata una leggera flessione, con 137 casi sia nel 2022 che nel 2023, ma la tendenza decennale rimane preoccupante.
In termini complessivi, sono 1.170 gli incidenti in bicicletta registrati in città tra il 2014 e il 2023, a fronte di 7.476 sinistri totali. Questo rende Bergamo il Comune più pericoloso per i ciclisti nella provincia, che ha comunque visto una lieve diminuzione, passando da 390 a 368 sinistri su due ruote nel decennio.
Il confronto con la provincia
Nel resto della Bergamasca, i numeri sono più contenuti:
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Treviglio: 306 incidenti in bici
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Dalmine: 115
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Seriate: 98
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Caravaggio: 76
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Romano di Lombardia: 59
Altri Comuni con dati significativi sono Albino, Osio Sotto, Curno, Nembro e Albano, tutti sopra i 40 casi.
Un fenomeno che va letto con attenzione
Il boom degli incidenti in bicicletta a Bergamo è un indicatore della trasformazione della mobilità urbana, sempre più orientata verso mezzi sostenibili ma ancora fragile sotto il profilo della sicurezza. Le istituzioni dovranno continuare a investire in piste ciclabili protette, mentre utenti e automobilisti sono chiamati a una maggiore responsabilità reciproca per ridurre un fenomeno in preoccupante crescita.