Nella Lombardia che vanta il miglior bilancio in termini assoluti (+803.180 unità) tra lavoratori che versano i contributi 4.537.824 e percettori di pensioni (3.734.644, comprese quelle di invalidità), quella di Bergamo è tra le provincie con il miglior saldo in termini assoluti: +89.655, con 407.647 pensioni e 497.302 contribuzioni. Meglio fanno Milano (+387.729, miglio dato nazionale) e Brescia, sul podio con un saldo positivo di +108.625 unità.
In Italia, evidenza l’Ufficio studi della Cgia, a fronte di 7,3 milioni pensioni pagate nel 2024 c’erano più di 6,4 milioni di occupati. Il Mezzogiorno è l’unica ripartizione geografica del Paese che presenta questo squilibrio. La regione con il disallineamento più marcato è la Puglia, che registra un saldo negativo pari a 231.700 unità. Ad eccezione della Liguria, dell’Umbria e dalle Marche, invece, le regioni del Centro-Nord mantengono un saldo positivo che si è rafforzato, grazie al buon andamento dell’occupazione avvenuto negli ultimi due-tre anni.
Dalla differenza tra i contribuenti attivi (lavoratori) e gli assegni erogati ai pensionati, spiccano, dietro al risultato della Lombardia (+803.180), quelli del Veneto (+395.338), del Lazio (+377.868), dell’Emilia Romagna (+227.710) e della Toscana (+184.266).
Entro il 2029 in Lombardia ci saranno da sostituire 567.700 lavoratori che andranno in pensione, di cui 366.900 del settore privato.