Federalismo idrico: dalla Lombardia 2 milioni agli enti locali
Regione Lombardia ha ufficializzato lo stanziamento di 1.936.377 euro a favore della Città Metropolitana di Milano e delle Province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco e Monza e Brianza, grazie all’attuazione della Legge regionale 5/2020, che prevede la redistribuzione del 60% dell’introitato derivante dal canone aggiuntivo ricognitorio sulle acque per l’anno 2024.
L’annuncio è stato dato oggi, martedì 18 novembre a Milano, dove l’assessore regionale a Enti locali, Montagna e Utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori, ha presentato la misura, sottolineando l’importanza dell’intervento.
“Trasferiamo agli enti provinciali e alla Città Metropolitana quasi 2 milioni di euro, più precisamente 1.936.377. Si tratta di importanti somme derivanti dal canone aggiuntivo ricognitorio relativo all’anno 2024, ricevuto da Regione Lombardia e assegnato, nel 2025, agli enti locali di riferimento”.
I fondi per Provincia: a Bergamo 318.294 euro
Il riparto dei fondi rispetta i criteri stabiliti dalla normativa regionale, assicurando una distribuzione proporzionale agli introiti derivati dall’utilizzo della risorsa idrica nei diversi territori. Nello specifico:
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Provincia di Brescia: 1.146.020 euro
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Provincia di Bergamo: 318.294 euro
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Provincia di Lecco: 156.595 euro
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Provincia di Monza e Brianza: 156.595 euro
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Città Metropolitana di Milano: 90.398 euro
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Provincia di Como: 68.472 euro
Questo riparto rappresenta un segnale concreto della volontà regionale di rafforzare il ruolo degli enti locali, consentendo loro di riutilizzare le risorse idriche in modo strategico per finanziare iniziative a favore delle comunità di riferimento.
Lobati: “L’acqua è risorsa e opportunità”
A commentare il provvedimento è stato anche Jonathan Lobati, consigliere regionale e presidente della V Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità, che ha evidenziato il valore politico e territoriale della misura.
“Un’azione di federalismo fiscale vero, con un riparto di fondi che vede la nostra Provincia destinataria di una quota significativa e che permetterà alle realtà locali di reinvestire risorse da loro stesse generate. Dobbiamo lavorare per fare in modo che il 100% delle risorse restino ai territori. L’acqua non è solo una risorsa naturale, quindi, ma uno strumento per sviluppare progetti sostenendo le comunità locali”.
Il consigliere bergamasco ha voluto sottolineare il collegamento diretto tra introiti territoriali e progettualità locale, ribadendo l’obiettivo di trattenere sul territorio la totalità delle risorse generate, affinché possano tradursi in investimenti mirati in ambito ambientale, infrastrutturale e sociale.
Sertori: “Un vero federalismo fiscale in ambito idrico”
Nel presentare l’intervento, l’assessore Massimo Sertori ha chiarito il principio ispiratore della misura regionale, che mira a premiare i territori che più contribuiscono all’utilizzo e alla gestione della risorsa idrica.
“Si tratta dell’attuazione di un vero federalismo fiscale in materia di risorsa idrica – conclude Sertori – e di una misura che riconosce ai territori locali la possibilità di fruire delle ricchezze da loro generate per sostenere progetti per cittadini e imprese”.
La manovra, quindi, non solo rientra in un quadro di riordino delle competenze tra Regione ed enti locali, ma si configura anche come un modello virtuoso di redistribuzione, volto a rendere i Comuni e le Province protagonisti attivi della gestione delle risorse ambientali.
Risorse reinvestite localmente: verso progetti sostenibili
Grazie a questi trasferimenti, i territori avranno nuove risorse economiche da impiegare in progetti di tutela ambientale, valorizzazione della risorsa idrica, opere infrastrutturali e sviluppo locale. Le Province, tra cui quella di Bergamo, potranno così pianificare con maggiore autonomia e coerenza interventi mirati, anche nell’ottica di contrasto al cambiamento climatico e valorizzazione dei corsi d’acqua.
Il trasferimento dei fondi rappresenta quindi una leva concreta per la programmazione territoriale sostenibile, coerente con le strategie regionali più ampie e con l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle comunità locali.