Tari, Bergamo nella top ten delle città meno care d’Italia

La tassa sui rifiuti resta tra le più basse a livello nazionale. Cresce però la spesa rispetto al 2024. Ruzzini: “Differenziamo oltre l’80%, ma ora più trasparenza”

Bergamo si conferma tra i capoluoghi di provincia più virtuosi sul fronte Tari. Secondo il rapporto 2025 dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, la città orobica si piazza al nono posto nazionale per economicità della tariffa sui rifiuti urbani, con una spesa annua media di 226 euro per una famiglia tipo composta da tre persone in un’abitazione di 100 metri quadrati. Un dato nettamente inferiore alla media nazionale, che nel 2025 si attesta a 340 euro, con un incremento del 3,3% rispetto al 2024.

Nonostante un lieve aumento rispetto all’anno precedente (quando Bergamo era ottava con una spesa di 216 euro), la città mantiene la propria posizione tra le più “economiche” d’Italia in termini di tassazione sui rifiuti. La top ten nazionale è dominata dalle città del Nord, con otto capoluoghi settentrionali in classifica grazie, si legge nel report, a “sistemi di raccolta efficienti e alla tariffazione puntuale”. Sul podio figurano Cremona (196 euro), Udine e Trento (entrambe a 199 euro).

Di contro, i capoluoghi più costosi si concentrano nel Sud e nel Centro Italia. Ai vertici della classifica delle città più care si trovano Catania (602 euro), Pisa (557), Genova (509) e Napoli (496), evidenziando un persistente divario territoriale che si riflette sia sulle tariffe che sulla qualità del servizio.

Raccolta differenziata sopra l’80%: un modello virtuoso

Commentando i dati, l’assessore alla Transizione ecologica del Comune di Bergamo, Oriana Ruzzini, ha sottolineato il lavoro svolto in questi anni:
“Bergamo si conferma una città virtuosa nel trattamento dei rifiuti. La nostra raccolta differenziata supera ormai l’80% e questo incide positivamente anche sulle tariffe. La sfida ora è migliorare ulteriormente i servizi e garantire maggiore efficienza a costi contenuti.”

Parallelamente, la raccolta differenziata a livello nazionale ha registrato un incremento, passando dal 65,2% nel 2022 al 66,6% nel 2023. Un trend positivo, ma ancora distante dalle performance delle città più avanzate.

Tari percepita come tassa: serve più trasparenza

Nonostante gli sforzi, solo il 57% degli italiani ritiene adeguato il servizio di raccolta rifiuti rispetto al prezzo pagato, secondo i dati dell’indagine Arera 2024. Per Tiziana Toto, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, occorre fare un passo in più:
“Per aumentare la fiducia dei cittadini, serve una comunicazione più chiara e trasparente. Bisogna considerare la Tari come un servizio e non solo come una tassa.”

Tra le proposte per migliorare il sistema, l’Osservatorio segnala la necessità di:

  • Consolidare la tariffazione puntuale

  • Promuovere la rendicontazione pubblica dei costi e dei risultati ambientali

  • Rafforzare l’uso del portale Tari

  • Ridurre le disuguaglianze territoriali, con particolare attenzione al Mezzogiorno

 

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