In Val di Scalve la connessione non arriva, o arriva a singhiozzo. A certificare una carenza storica di copertura telefonica non sono solo le lamentele dei residenti, ma anche la segnalazione ufficiale della Comunità montana, che ha recentemente lanciato un appello alle istituzioni regionali e alle compagnie telefoniche per intervenire in maniera strutturale.
Le criticità più gravi si registrano nel Comune di Vilminore di Scalve, nella zona artigianale Roccolo e in diverse altre località dell’Oltrepovo, dove il segnale è scarso o del tutto assente. Una situazione che compromette la vita quotidiana dei cittadini, ma che incide anche in maniera pesante sulle attività produttive, su servizi essenziali e persino sulla sicurezza del territorio.
Secondo i consiglieri regionali bergamaschi del Partito Democratico, Jacopo Scandella e Davide Casati, la situazione è «gravemente inadeguata per un servizio che oggi è fondamentale per comunicare, lavorare e vivere». I due esponenti politici, dopo aver ricevuto la segnalazione da parte della Comunità montana, hanno annunciato l’intenzione di portare la questione in sede di bilancio regionale, proponendo una strategia concreta.
L’obiettivo è triplice: mappare con precisione le zone prive di copertura, aprire un dialogo operativo con le compagnie telefoniche e predisporre interventi infrastrutturali, così da garantire una copertura del segnale uniforme e stabile su tutto il territorio lombardo, comprese le aree più interne e montane.
«Non possiamo permettere che nel 2025 esistano ancora territori completamente isolati dalla rete mobile», hanno dichiarato Scandella e Casati. «Questo non è solo un limite tecnologico, ma un problema sociale ed economico, che penalizza chi vive e lavora in montagna e contribuisce attivamente alla tenuta delle comunità locali».
La mancanza di segnale non solo interrompe le comunicazioni personali, ma rappresenta un rischio concreto in caso di emergenze, incidenti o necessità sanitarie. Inoltre, la debolezza infrastrutturale della rete mobile scoraggia investimenti economici e penalizza le piccole imprese locali, già provate da costi logistici più elevati e dalla difficoltà di attrarre manodopera.
La richiesta della Comunità montana si inserisce in un contesto più ampio di fragilità digitale nelle aree montane lombarde, già emerso in altre valli, come la Val Brembana e la Valtellina. L’auspicio è che la Regione Lombardia avvii finalmente un piano organico per la connettività, coerente con gli obiettivi del Piano nazionale per la banda ultra-larga (PNRR), che punta a ridurre il divario digitale tra città e aree interne.