San Simone riparte. E lo fa nel segno della semplicità, dell’accoglienza e di un’idea chiara: ridare vita alla località puntando su famiglie, bambini e su chi vuole vivere la montagna senza sci ai piedi. La giornata di esordio del nuovo Parco della neve, inaugurato sabato 27 dicembre, ha segnato un vero e proprio boom di presenze, confermando la bontà di una scelta che ha già vinto la sua prima sfida.
Nella conca dell’Alta Valle Brembana, dove anche quest’anno restano ferme le grandi seggiovie dello sci alpino tradizionale, si sono comunque riaccesi i motori del turismo. Non quelli “pesanti” degli impianti storici, ma quelli di un polo ludico completamente rinnovato, capace di attrarre visitatori da tutta la provincia e non solo.
Un’offerta nuova che mancava
Il cuore del progetto è il nuovo Parco della neve, pensato per un pubblico ampio e trasversale. L’area propone piste per bob e slittini con tappetino di risalita, percorsi dedicati alle ciaspole, un trenino panoramico che accompagna i visitatori alla scoperta della località a quota 1.600 metri, oltre a spazi di ristoro completamente rinnovati.
Tra le novità spiccano il nuovo bar “La Genziana”, chioschi per merende e aperitivi e servizi igienici aperti al pubblico, elementi fondamentali per rendere l’esperienza confortevole e adatta alle famiglie. Un pacchetto completo che ha colmato un vuoto evidente nell’offerta della zona.
Sinergia tra attività e istituzioni
Alla base del progetto c’è un forte gioco di squadra. «Un lavoro frutto della sinergia tra attività e istituzioni», spiega Davide Midali, titolare del ristoro “Lo Scoiattolo”. La collaborazione con i Comuni di Branzi e Foppolo ha permesso di avere a disposizione il cannone per l’innevamento e le reti di protezione, mentre la società del comprensorio supporta la sistemazione e la manutenzione delle piste.
Fondamentale anche il contributo delle realtà presenti in quota: la collaborazione con il rifugio Camoscio, situato più a monte, rappresenta un tassello importante per garantire continuità e qualità all’offerta complessiva.
Nessuna concorrenza con Foppolo-Carona
Un punto chiave è la netta distinzione dall’offerta dello sci alpino tradizionale. San Simone non entra in concorrenza con il vicino comprensorio di Foppolo-Carona, ma si propone come alternativa complementare. «Qui non si pratica sci alpino perché mancano impianti e piste omologate», sottolinea Midali a L’Eco di Bergamo. «Abbiamo scelto di ridare vita a San Simone con un parco per famiglie: un’offerta che qui mancava».
Una scelta che si sta rivelando vincente, perché intercetta un pubblico spesso escluso dai grandi comprensori: famiglie con bambini piccoli, gruppi di amici e visitatori alla ricerca di una giornata sulla neve senza vincoli tecnici.
Uno sguardo oltre l’inverno
La poca neve caduta nell’ultimo mese resta un’incognita, ma non frena l’entusiasmo. Le attività proseguiranno anche oltre la stagione invernale, con l’obiettivo dichiarato di destagionalizzare il turismo e rendere San Simone una meta attrattiva tutto l’anno.
Il fermento della conca si affianca alla piena operatività del comprensorio di Foppolo, dove lo sci da discesa continua regolarmente su due piste e relativi impianti. Per la discesa da Carona, invece, bisognerà attendere l’apertura degli impianti prevista per i primi mesi del 2026.
Una scommessa già vinta
Il debutto del Parco della neve dimostra che San Simone ha trovato una nuova identità, capace di valorizzare il territorio senza inseguire modelli irrealizzabili. Famiglie, bambini e turismo lento sono la chiave di una rinascita concreta, fatta di collaborazione, servizi e visione. Una buona prima che profuma di rilancio.