Una carriera ricca di impegno sociale e politico
Valeria Fedeli, figura di riferimento della politica nazionale e bergamasca, è morta all’età di 76 anni. La sua lunga carriera l’ha vista ricoprire ruoli fondamentali a livello sindacale e istituzionale, tra cui quello di ministra dell’Istruzione nel governo Gentiloni. La notizia della sua morte ha suscitato grande commozione e numerosi tributi da parte dei colleghi, tra cui la premier Giorgia Meloni che, sui social, ha scritto: «La notizia della morte di Valeria Fedeli colpisce e addolora. Ha sempre vissuto con convinzione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo».
Il percorso nel sindacato e la politica
Nata a Treviglio il 29 luglio 1949, Fedeli intraprende la sua carriera sindacale negli anni Settanta, entrando nella Cgil e divenendo una delle figure più importanti del sindacalismo italiano. La sua leadership nella categoria dei lavoratori tessili della Cgil, dove è stata segretaria generale dal 2000 al 2010, la portò a ricoprire anche incarichi di prestigio a livello europeo, come presidente del sindacato tessile Fse-Thc. La sua carriera si estende oltre il sindacato, con la sua elezione nel 2012 come capolista del Partito Democratico al Senato, dove, nel 2013, diventa vicepresidente dell’Assemblea di Palazzo Madama.
Impegno per la parità di genere e la giustizia sociale
Il contributo di Valeria Fedeli alla politica italiana è stato indimenticabile anche per il suo impegno sul fronte dei diritti delle donne. È sua la prima firma per la costituzione di una Commissione parlamentare sul fenomeno dei femminicidi, una battaglia che ha affrontato con determinazione e coraggio. In qualità di vicepresidente del Senato, Fedeli si è distinta anche per il suo lavoro nella commissione Difesa e per l’impegno contro le contraffazioni, portando la sua lunga esperienza sindacale al servizio delle istituzioni.
Un ruolo determinante nella politica locale e nazionale
Nell’ambito politico, Valeria Fedeli ha sempre avuto un legame profondo con le sue radici bergamasche, pur avendo spostato la sua carriera principalmente a Milano e Roma. Era conosciuta anche per il suo carattere deciso e la sua capacità di dialogare con tutte le parti, come sottolineato dal suo collega, l’ex primo ministro Paolo Gentiloni, che ha scritto sui social: «Una donna coraggiosa, battagliera, capace di dialogo. Un abbraccio ad Achille. Riposi in pace». Il vedovo di Fedeli, Achille Passoni, siede attualmente a Palazzo Madama.
Riconoscimenti e l’impronta lasciata nel mondo politico
Fedeli è stata una politica che ha saputo unire concretezza e passione, tanto che nel 2007 il «Wall Street Journal» le dedicò un articolo in cui ne sottolineava la sua praticità: poche barricate, ma molti accordi sottoscritti. Questo la rese una figura di grande rispetto anche a livello internazionale, simbolo di una politica che si concentra sul risultato e sulla risoluzione dei conflitti piuttosto che sulla protesta.
Il legame indissolubile con Treviglio
Nonostante il suo successo a livello nazionale e internazionale, Valeria Fedeli ha sempre mantenuto un forte legame con Treviglio, la sua città natale. Durante un incontro del 2015, aveva dichiarato: «Treviglio mi emoziona sempre, questo auditorium della Cassa Rurale era una chiesa in cui venivo a pregare e facevo la corista». La città, dove ha frequentato le scuole superiori, è sempre stata nel suo cuore, e spesso ritornava per rinnovare i legami con le sue radici.