Un corteo festoso che ha coinvolto tutta l’Alta Valle Seriana
Il 31 gennaio, la tradizionale festa di Ardesio de La Scasàda d’ol Zenerù ha visto una partecipazione straordinaria con migliaia di persone provenienti dall’Alta Valle Seriana, dalla Lombardia e anche da fuori regione. Il corteo che ha accompagnato il carro del Zenerù è partito dal Ponte Rino, dove il fantoccio era stato portato al mattino, e ha attraversato le affollate vie del centro storico fino ad arrivare al grande piazzale vicino al futuro polo culturale di Ardesio. La particolarità di quest’edizione è stata la partecipazione dei Krampus “Zimbar Taifel” dalla Vallarsa, i quali hanno portato una ventata di tradizione, maschere grottesche e demoniache, e rituali caratteristici che hanno arricchito l’atmosfera della festa.
Il carro del Zenerù: un omaggio all’enduro e ad Arnaldo Nicoli
Quest’anno, il tema del carro del Zenerù, ideato da Flaminio Beretta e realizzato dai Costruttori del Zenerù, ha preso ispirazione dalla “Sei giorni di Enduro 2025”, un evento che si è svolto nelle valli bergamasche lo scorso anno. Il carro rappresentava il fantoccio di Zenerù in sella a una moto, simbolizzando la passione per questo sport e rendendo omaggio anche al campione ardesiano Arnaldo Nicoli. Dettagli tipicamente ardesiani arricchivano il carro, creando un legame stretto tra la tradizione locale e la contemporaneità.
La magia della serata e la partecipazione dei Krampus
La presidente della Pro Loco di Ardesio, Cristiana Verzeroli, ha commentato l’incredibile affluenza con entusiasmo: “È stata una serata bellissima. Tantissima gente è giunta ad Ardesio per scoprire la nostra tradizione e come sempre si è creata un’atmosfera unica, magica. Eravamo pronti ad un’ampia affluenza, ma mai avremmo pensato a un così grande desiderio di partecipare al nostro Zenerù”. La presenza dei Krampus è stata particolarmente apprezzata. “I Krampus sono piaciuti tantissimo, anche ai bambini, inizialmente spaventati e poi incuriositi. Hanno partecipato attivamente al nostro rito, scacciando con noi l’inverno attorno al rogo del Zenerù”, ha aggiunto Verzeroli.
Un percorso che ha coinvolto tutta la comunità
La giornata è iniziata con l’arrivo del carro e dei costruttori alla chiesetta di Sant’Antonio da Padova a Zaffalino, dove ad accoglierli c’era Flaminio Beretta, il campione di enduro Arnaldo Nicoli, numerosi bambini e tanti ardesiani. Dopo una colazione condivisa e alcune foto con il fantoccio, il carro ha proseguito il suo viaggio verso la piazza Monte Grappa, dove, alle 10.30, si è svolta la presentazione ufficiale del gruppo ospite, i Krampus “Zimbar Taifel” della Vallarsa. La sala consiliare era piena, con la partecipazione di ragazzi delle medie, autori del Giornalino del Zenerù, e di molti ardesiani, che hanno partecipato attivamente a questo momento di condivisione della tradizione.
La mostra fotografica e le tradizioni europee
Oltre alla tradizionale celebrazione, la giornata ha offerto anche l’opportunità di esplorare altre tradizioni popolari grazie alla mostra fotografica “Europa Arcaica. Il volto dei suoi riti” di Manuel Schiavi, allestita nella Corte del Bereta in via Filiberto. Questa mostra ha offerto ai visitatori un viaggio tra le maschere, i rituali e le usanze tradizionali di tutta Europa. L’esposizione sarà visitabile anche sabato 7 e domenica 8 febbraio in occasione della Fiera delle Capre, un’altra occasione per approfondire la cultura e le tradizioni locali.
La fine del Zenerù e il ritorno della primavera
La serata si è conclusa con il tradizionale rogo del Zenerù, che ha visto il fantoccio di paglia bruciare in mezzo alle fiamme, accompagnato dal suono di migliaia di campanacci. Con il falò si è celebrato il passaggio dalla fine di gennaio al risveglio della natura, dando simbolicamente il benvenuto alla primavera. Come da tradizione, Zenerù non è riuscito a scappare e le fiamme hanno avvolto il fantoccio, mentre la folla festante salutava il rito con entusiasmo. “Arrivederci Zenerù!” è stato l’ultimo grido che ha risuonato nella notte di Ardesio, segnando la fine della tradizione per quest’anno.
Foto Mattia Filisetti – Valseriananews.it