Ex centro servizi, lavori A2A accendono lo scontro politico ad Azzano

Il cantiere al confine con Bergamo riapre il dibattito sull’ex “ecomostro”: accuse dell’opposizione e replica del sindaco

Il futuro dell’area dell’ex centro servizi al confine tra Azzano San Paolo e Bergamo torna al centro dello scontro politico locale. I lavori in corso, che stanno trasformando quello che per anni è stato definito un “ecomostro” in un polo logistico e operativo di grandi dimensioni legato al gruppo A2A, hanno riacceso le polemiche sul loro impatto urbanistico e ambientale.

A innescare il confronto è stato Alberto Candellero, capogruppo di opposizione della lista Insieme per Azzano, che punta il dito contro l’attuale amministrazione comunale, accusandola di incoerenza politica e di aver sacrificato la qualità della vita dei residenti.

Le accuse dell’opposizione
Secondo Candellero, il sindaco Sergio Suardi starebbe portando avanti «una narrazione distorta della realtà», attribuendo oggi le responsabilità dell’impatto dell’insediamento al Comune di Bergamo, nonostante abbia fatto parte della giunta che ha approvato l’operazione negli anni passati.

Il capogruppo di minoranza supporta le proprie critiche con una stima dell’indotto veicolare legato al nuovo polo: circa 223 mezzi in entrata e in uscita nelle sole ore di punta mattutine. Un traffico che, secondo Candellero, non sarebbe riconducibile soltanto alle attività di A2A e Aprica, ma anche a un centro logistico di circa 15 mila metri quadrati, operativo 24 ore su 24.

«Chi faceva parte dell’amministrazione nel precedente mandato? Chi era assessore al Territorio? Chi ha votato a favore della sottoscrizione della convenzione con il Comune di Bergamo, favorendo l’insediamento A2A?», incalza Candellero. «La risposta è sempre la stessa: il sindaco Sergio Suardi, che oggi vorrebbe erigersi a paladino degli interessi degli azzanesi».

Opere compensative sotto accusa
Nel mirino dell’opposizione finiscono anche le opere compensative, in particolare la nuova rotonda tra via Cremasca e via Oberdan, ritenuta funzionale principalmente al traffico generato dal nuovo polo logistico. Secondo Candellero, si tratterebbe di interventi che non migliorano realmente la qualità della vita dei residenti, ma servono a sostenere la viabilità dell’insediamento industriale.

Il capogruppo contesta inoltre l’attribuzione delle responsabilità al Comune di Bergamo, sottolineando come quest’ultimo abbia legittimamente individuato un’area per attività considerate necessarie, pur con ricadute non positive sul contesto abitativo.

A completare il quadro delle critiche, Candellero richiama anche una coincidenza di ruoli istituzionali: durante il periodo delle trattative e della sottoscrizione della convenzione tra gli enti, l’allora sindaca di Azzano San Paolo Simona Pergreffi sedeva nel consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti Real Asset Sgr, soggetto proprietario dell’area dell’ex centro servizi. Una posizione definita «legittima», ma ritenuta politicamente significativa dall’opposizione.

La replica del sindaco Suardi
Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Sergio Suardi, che ha respinto le accuse parlando di una polemica strumentale. Secondo il primo cittadino, le dichiarazioni di Candellero rifletterebbero ancora «la frustrazione per l’esito elettorale del giugno 2024», con il persistere di un linguaggio definito «arcigno e aggressivo», privo però di proposte alternative concrete rispetto a quanto fatto dalle amministrazioni precedenti e attuali.

Suardi difende l’operato del Comune, rivendicando la complessità delle scelte compiute in un’area strategica al confine con Bergamo e sottolineando come le decisioni siano state assunte all’interno di un quadro normativo e istituzionale condiviso.

Un’area simbolo del dibattito urbanistico
L’ex centro servizi, per anni simbolo di degrado e consumo di suolo, si conferma così un nodo sensibile del dibattito urbanistico e politico di Azzano San Paolo. La trasformazione dell’area, se da un lato segna la fine di un vuoto urbano problematico, dall’altro solleva interrogativi su traffico, impatto ambientale e qualità della vita.

Un confronto destinato a proseguire, mentre il cantiere procede e il nuovo polo A2A prende progressivamente forma ai confini tra i due Comuni.

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