Dissesto idrogeologico, 60mila bergamaschi in aree a rischio

Il report Ispra fotografa la fragilità del territorio orobico: frane e alluvioni coinvolgono migliaia di famiglie, edifici e beni culturali. Dieci smottamenti sono ancora sotto monitoraggio.

 Frane e alluvioni continuano a rappresentare una minaccia concreta per la Bergamasca. Secondo l’ultimo report dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, circa 60mila residenti della provincia vivono in aree classificate a rischio elevato o molto elevato per dissesto idrogeologico. Un dato che restituisce l’immagine di un territorio strutturalmente fragile, sospeso tra conformazione naturale e pressione dell’urbanizzazione.

Nel dettaglio, 9.076 persone risiedono in zone a rischio frana elevato o molto elevato, mentre 51.428 abitano in aree esposte a un analogo pericolo di alluvione. Due mappe diverse ma complementari, che delineano un quadro chiaro: le valli sono più esposte agli smottamenti, la pianura alle esondazioni.

Lombardia tra le regioni più esposte

Il quadro provinciale si inserisce in un contesto regionale complesso. La Lombardia è indicata dall’Ispra come una delle regioni italiane con i valori più elevati di popolazione esposta al rischio di frane e alluvioni, insieme a Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Campania e Liguria. Una criticità strutturale, legata alla morfologia del territorio e alla densità abitativa.

Allo stesso tempo, la regione risulta anche tra le più attive sul fronte della prevenzione. Analizzando i dati della piattaforma Rendis, il Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo, emerge che la Lombardia è prima in Italia per numero di interventi finanziati: 2.578 opere in corso, per un valore complessivo che supera 1,5 miliardi di euro, frutto di fondi ministeriali e risorse di Regione, Province e Comuni.

Le dimensioni del rischio frane

Come sottolinea L’Eco di Bergamo, il dissesto idrogeologico non riguarda solo la sicurezza delle persone, ma coinvolge abitazioni, attività economiche e patrimonio culturale. I 9.076 bergamaschi esposti a rischio frana elevato o molto elevato corrispondono a 4.137 nuclei familiari, distribuiti in aree dove risultano potenzialmente minacciati 4.532 edifici, tra cui strutture riconducibili a 758 aziende.

A questi numeri si aggiunge il capitolo dei beni culturali: 90 siti storici e artistici, pari a circa il 3% del patrimonio culturale provinciale, risultano esposti a questo tipo di pericolo. Se si considera anche il rischio frana medio, il numero delle persone coinvolte sale ulteriormente, superando le 31mila unità.

Alluvioni: quasi un bergamasco su venti a rischio

Ancora più ampio il fronte legato alle alluvioni. I 51.428 residenti in aree a rischio idraulico elevato o molto elevatorappresentano quasi un bergamasco su venti. In termini di famiglie, si tratta di 20.999 nuclei, con 10.299 edificicollocati in zone vulnerabili.

Il rischio coinvolge anche il tessuto produttivo: 4.740 imprese si trovano in aree sensibili alle esondazioni, mentre 202 beni culturali, pari al 7,8% del totale provinciale, sono esposti a potenziali eventi alluvionali. Un dato che evidenzia come il dissesto non sia solo una questione ambientale, ma anche economica e culturale.

Il grande inventario delle frane

Particolare attenzione viene dedicata dall’Ispra agli smottamenti, attraverso l’Inventario dei fenomeni franosi in Italia, un archivio che raccoglie tutti i movimenti franosi registrati negli ultimi decenni. In provincia di Bergamo sono stati censiti 28.879 episodi, un numero significativo che contribuisce al totale nazionale di oltre 620mila frane mappate.

Questa banca dati non ha solo valore statistico. Serve come strumento di base per valutare la pericolosità dei territori, per la redazione dei Piani di assetto idrogeologico (Pai), per la progettazione degli interventi di difesa del suolo e per la pianificazione delle emergenze di Protezione civile.

Eventi recenti e frane sotto osservazione

Guardando agli anni più recenti, tra il 2018 e il 2025 l’Ispra ha registrato 32 eventi franosi principali in Bergamasca, ovvero episodi di maggiore intensità e impatto. Inoltre, dieci frane risultano attualmente sotto monitoraggio, a causa della possibilità di ulteriori sviluppi o riattivazioni.

Un dato che conferma come il rischio sia attuale e dinamico, non relegato al passato. La combinazione tra cambiamenti climatici, eventi meteorologici estremi e caratteristiche geologiche del territorio rende la prevenzione una priorità costante.

  

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