In Italia l’80 per cento delle merci viaggia su gomma. Eppure, il settore dell’autotrasporto continua a perdere imprese. Oltre 19.200 in dieci anni, più di una su cinque, come rileva un’indagine della Cgia.
L’aumento dei pedaggi autostradali (circa +1,5 per cento) e 1 e quello del gasolio per autotrazione (+3,6 per cento) hanno fatto lievitare i costi fissi. Mentre le entrate sono sempre più incerte, almeno nei tempi. A ottobre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è intervenuto con una circolare che ha richiamato i committenti a porre fine alla prassi, diffusa e reiterata, dei pagamenti tardivi nei confronti dei vettori, prevedendo sanzioni fino al 10 per cento del fatturato annuo, irrogabili dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), nei confronti dei soggetti inadempienti.
La fuga dalla strada è un fenomeno che si riscontra anche in Lombardia, che in dieci anni ha perso quasi un quarto delle imprese di autotrasporto (-23,6 per cento): nel 2015 ce n’erano 13.334; nell’anno appena passato se ne contano 10.193.
Delle 3.141 imprese di trasporto sparite in Lombardia, 374 avevano sede nella provincia di Bergamo (dove quelle attive sono ora 1.169), con una flessione del 24,2 per cento che è superiore alla media nazionale e a quella regionale.