Un gennaio da record per la sicurezza a Bergamo. Nel solo primo mese dell’anno, la questura ha emesso 104 provvedimenti di natura preventiva, tra Daspo urbani, “Daspo Willy”, fogli di via obbligatori e ammonimenti. Un numero mai raggiunto prima, che fotografa l’intensificazione dell’attività di prevenzione dei reati e di contrasto alla recidiva sul territorio.
Tra i casi più singolari figura anche quello di una donna destinataria di un “Daspo Willy”, misura che prende il nome da Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso nel 2020 durante un pestaggio mentre difendeva un amico. La donna era solita pranzare in bar e ristoranti per poi allontanarsi senza pagare. Ora, per lei, scatta il divieto non solo di entrare, ma persino di avvicinarsi ai pubblici esercizi della Bergamasca. In caso di violazione, rischia la reclusione da uno a tre anni e una multa da 10mila a 24mila euro.
Il provvedimento rientra in una più ampia strategia di misure amministrative preventive, applicate a soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica. Le decisioni del questore Vincenzo Nicolì sono maturate sulla base delle segnalazioni provenienti dall’attività quotidiana delle Volanti, della Squadra Mobile, del commissariato di Treviglio e delle altre forze dell’ordine operative in città e provincia.
Nel dettaglio, 34 “fogli di via obbligatori” sono stati emessi nei confronti di persone prive di legami con il territorio in cui sono state sorprese a delinquere. A queste è stato intimato di allontanarsi e non fare ritorno per periodi che vanno da sei mesi a quattro anni. La violazione del foglio di via comporta fino a 18 mesi di reclusione e una multa fino a 10mila euro.
Particolarmente rilevante anche il dato sui Dacur (Divieto di accesso alle aree urbane): 17 i provvedimenti complessivi, di cui 7 nella forma del cosiddetto “Daspo Willy”, che vieta l’accesso o lo stazionamento nei pressi di locali pubblici ed esercizi di intrattenimento. Queste misure sono state adottate nei confronti di persone responsabili di disordini o specifiche tipologie di reato avvenute proprio nelle aree della movida.
Sul fronte del contrasto alla violenza domestica e agli atti persecutori, la questura ha emesso 11 ammonimenti del questore. Si tratta di un avvertimento formale, paragonabile a un “cartellino giallo”, rivolto a chi si rende protagonista di comportamenti molesti, minacciosi o violenti. L’obiettivo è interrompere sul nascere escalation pericolose, responsabilizzando l’autore delle condotte.
L’ammonimento è spesso accompagnato dall’invito a seguire un percorso di colloqui con un’équipe multidisciplinare composta da educatori, psicologi, medici e avvocati, pensato per aumentare la consapevolezza della gravità dei comportamenti messi in atto. Secondo quanto riferito dalla questura, la misura sta dimostrando una buona efficacia, con risultati positivi nella riduzione delle recidive.
L’alto numero di provvedimenti adottati a gennaio conferma una linea di fermezza e prevenzione da parte delle forze dell’ordine, che affiancano ai controlli sul territorio strumenti giuridici mirati per intervenire prima che situazioni di degrado o violenza possano degenerare. Un approccio che punta a tutelare la sicurezza collettiva, soprattutto nelle aree più sensibili della città e della provincia.