Truffe a raffica in Lombardia, arrestato 45enne di Arcene

Si fingeva carrozziere o procacciatore d’affari per raggirare privati e aziende: sei anni e sei mesi di carcere dopo le condanne definitive

Per anni avrebbe cambiato identità professionale a seconda delle circostanze, presentandosi ora come carrozziere esperto, ora come procacciatore d’affari in grado di garantire opportunità lavorative. Un copione che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli avrebbe consentito di mettere a segno numerose truffe tra Bergamo e altre province lombarde. Ora per un 45enne giostraio residente ad Arcene è scattato l’arresto: dovrà scontare sei anni e sei mesi di reclusione in seguito a condanne divenute definitive.

Il provvedimento è stato eseguito il 10 febbraio dai carabinieri della stazione di Verdello, in attuazione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Bergamo. L’uomo è stato rintracciato e condotto nel carcere del capoluogo orobico, dove sconterà la pena risultante dal cumulo delle sentenze.

Le attività illecite contestate si sarebbero protratte almeno dal 2019, estendendosi oltre la provincia di Bergamo e toccando territori come Milano, Piacenza, Lecco e Brescia. Un raggio d’azione ampio, con modalità che variavano a seconda del profilo della vittima.

In alcuni episodi, il 45enne si sarebbe proposto come carrozziere, offrendo riparazioni a prezzi competitivi per veicoli danneggiati. Emblematico il caso avvenuto nel 2022 a Gorle: dopo aver conquistato la fiducia di un automobilista, si sarebbe fatto accompagnare a casa con la scusa di definire i dettagli dell’intervento. Ottenuta una caparra, avrebbe distratto la vittima per appropriarsi di contanti e gioielli custoditi nell’abitazione, per poi allontanarsi facendo perdere le proprie tracce.

In altre circostanze, l’uomo avrebbe preso di mira persone in cerca di occupazione. Presentandosi come intermediario o procacciatore d’affari, prometteva l’avvio di pratiche presso presunte società di rilievo nazionale. Con questo stratagemma avrebbe convinto le vittime a versare somme di denaro, talvolta anche consistenti, senza che seguisse alcuna reale opportunità lavorativa. Una volta incassato il denaro, l’uomo si sarebbe reso irreperibile.

Non solo privati cittadini. Secondo le ricostruzioni investigative, il 45enne sarebbe riuscito in più occasioni a ottenere da aziende il prestito di attrezzature tecniche per lavori di carpenteria e manutenzione elettrica. Strumenti che, stando alle accuse, non sarebbero mai stati restituiti. Il materiale avrebbe contribuito a rendere più credibili nuove iniziative fraudolente o sarebbe stato rivenduto per ottenere ulteriore denaro.

Nel corso del tempo, le diverse vicende giudiziarie si sono tradotte in una serie di sentenze di condanna. Con il passaggio in giudicato delle decisioni, la Procura di Bergamo ha disposto il cumulo delle pene concorrenti e l’emissione dell’ordine di esecuzione. L’intervento dei carabinieri di Verdello ha quindi dato seguito al provvedimento, ponendo fine a una sequenza di episodi che aveva coinvolto numerose vittime in più province.

L’arresto chiude una lunga fase giudiziaria e segna l’avvio dell’esecuzione della pena stabilita dall’autorità giudiziaria. Le condotte contestate, secondo gli inquirenti, avrebbero sfruttato la fiducia e le difficoltà economiche di cittadini e imprese, generando un danno economico diffuso sul territorio.

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