In provincia di Bergamo è straniero il 28,3% dei lavoratori assunti nel corso del 2025. Percentuale a quella mediamente registrata in un’Italia che vede ormai uno straniero ogni quattro neoassunti (oltre il 23%). Nella provincia di Bergamo la quota sale ad oltre un quarto: sono stranieri 28.770 neoassunti sul totale di 101.740 immessi al lavoro nel corso dell’ultimo anno.
E la Lombardia è la regione regione italiana per ingresso di immigrati in regola nel mondo del lavoro nell’ultimo anno: 301.250 su un totale di 1.033.310, pari al 29,2%.
E la Lombardia è anche tra la terza regione per presenza di lavoratori extracomunitari nelle imprese. Nel 2024 (l’ultimo anno per il quale si hanno dati definitivi, in attesa di quelli del 2025) i dipendenti extracomunitari erano 626.526 su un totale di 3.776.242 (il 16,6%).
In Italia
Una situazione in controtendenza con quanto si osserva in Italia. Secondo una elaborazione effettuata dalla Fondazione Leone Moressa, i lavoratori dipendenti extracomunitari presenti in Italia sono poco meno di 2,2 milioni e le regioni dove l’incidenza percentuale sul totale lavoratori dipendenti è più elevata sono l’Emilia Romagna (17,4%), la Toscana e la Lombardia (entrambe con il 16,6).
Secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia, cresce a ritmo sostenuto la presenza di lavoratori stranieri nel mercato del lavoro italiano. Nel 2025 le assunzioni di immigrati sfiorano quota 1 milione e 360mila, pari al 23% del totale: in pratica, un nuovo assunto su quattro non è italiano. Il balzo rispetto al periodo pre-Covid è netto. Confrontando i dati con il 2019, il numero assoluto di ingressi è più che raddoppiato.
L’incidenza varia molto a seconda dei settori. In agricoltura quasi la metà delle nuove assunzioni riguarda stranieri (42,9%). Quote elevate anche nel tessile-abbigliamento-calzature (41,8%) e nelle costruzioni (33,6%), mentre pulizie e trasporti si attestano al 26,7%.
Guardando ai numeri assoluti, la ristorazione guida la classifica con 231.380 ingressi tra cuochi, aiuto cuochi, lavapiatti, addetti alle pulizie e camerieri. Seguono i servizi di pulizia con 137.330 lavoratori e l’agricoltura con 105.540.