Canoni idroelettrici, Lobati: “Da Cassazione vittoria per i territori lombardi”

Un'importante vittoria per Regione Lombardia e le sue comunità: alla Bergamasca 13,7 milioni di canoni arretrati e più di 10 milioni di energia gratuita. Respinto il ricorso dei concessionari

Jonathan Lobati: “Le risorse devono rimanere nei nostri territori”

“Una bella notizia. Dopo anni di contenziosi, finalmente è arrivata la vittoria per Regione Lombardia e, soprattutto, per i nostri territori”, così ha commentato Jonathan Lobati, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della V Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità. “Le sentenze delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione mettono un punto definitivo, riconoscendo la piena legittimità dell’azione di Regione Lombardia e confermando che i canoni idroelettrici e la cessione gratuita di energia sono dovuti per legge. È un principio di equità: le risorse prodotte sui nostri territori devono generare benefici concreti per le comunità che ospitano gli impianti”.

205 milioni in arrivo per le provincie lombarde

Con l’affermazione delle sentenze delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, Regione Lombardia vede riconosciuti i propri diritti sui canoni idroelettrici, e si prepara a ricevere oltre 205 milioni di euro, che verranno distribuiti tra i territori della Città Metropolitana di Milano e delle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio e Varese. L’assessore regionale Massimo Sertori ha confermato lo stanziamento, dopo che la Cassazione ha respinto i ricorsi dei concessionari idroelettrici che non avevano corrisposto gli importi richiesti dalla Regione. Sertori ha ribadito che, secondo la sentenza, “le somme relative alla quota fissa, alla componente variabile e all’energia gratuita sono dovute per legge alla Regione Lombardia e ai territori”.

La legge e la Cassazione: la piena legittimità del canone ‘binomio’

Le sentenze pubblicate di recente, le n. 2995-2026 e n. 3821-2026, riguardano la legittimità del canone ‘binomio’ delle grandi derivazioni idroelettriche, che comprende una componente fissa e variabile, e la cessione gratuita di energia. La Cassazione ha stabilito che le disposizioni previste dall’articolo 12, comma 1-quinquies del d.lgs. 16 marzo 1999 n. 79, come modificato dal d.l. 135/2018 convertito in l. 12/2019, sono pienamente applicabili a tutte le concessioni di grande derivazione idroelettrica, indipendentemente dal loro stato (se siano scadute, in corso di validità o di futura assegnazione). Questo significa che anche le derivazioni già scadute o in fase di riassegnazione devono rispettare gli obblighi relativi al pagamento dei canoni e alla fornitura gratuita di energia.

I fondi per i territori: la suddivisione regionale

Secondo quanto riferito dall’assessore Sertori, i fondi derivanti dai canoni arretrati e dall’energia gratuita saranno distribuiti nelle seguenti modalità.

  • Provincia di Sondrio: 78 milioni di euro in canoni arretrati e 43,1 milioni di euro di energia gratuita.

  • Provincia di Bergamo: 13,7 milioni di euro di canoni arretrati e 10,4 milioni di euro di energia gratuita.

  • Provincia di Brescia: 23,4 milioni di euro di canoni arretrati e 16,2 milioni di euro di energia gratuita.

  • Provincia di Lecco: 0,67 milioni di euro di canoni arretrati e 0,57 milioni di euro di energia gratuita.

  • Città Metropolitana di Milano: 1,6 milioni di euro di canoni arretrati e 1,8 milioni di euro di energia gratuita.

  • Provincia di Varese: 8,8 milioni di euro di canoni arretrati e 6,4 milioni di euro di energia gratuita.

Sertori: “Il trionfo della Lombardia dopo anni di battaglie legali”

L’assessore Sertori ha concluso affermando: “Dopo anni di battaglie legali, le sentenze delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione danno ragione in via definitiva a Regione Lombardia. Pertanto, a breve, gli operatori idroelettrici dovranno corrispondere le somme accumulate e non versate, e verrà regolarizzato il conferimento delle risorse ai territori”.

Questa decisione rappresenta un importante passo per garantire che le risorse idroelettriche prodotte in Lombardia restino sul territorio e vengano utilizzate per migliorare la qualità della vita delle comunità locali.

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