Una sentenza del Giudice di Pace di Bergamo riaccende il dibattito sull’utilizzo degli autovelox in Italia. Con una decisione pubblicata il 4 marzo 2026, il tribunale ha annullato una multa per eccesso di velocità rilevata sulla Statale 342 Briantea, stabilendo che l’apparecchio utilizzato non possedeva l’omologazione ministeriale necessaria.
Il provvedimento riguarda una sanzione da 377 euro elevata nell’estate del 2025 dalla Polizia Locale Intercomunale di Bonate a un’automobilista che aveva superato il limite di velocità lungo l’importante arteria stradale della provincia di Bergamo.
Dopo aver ricevuto il verbale, la conducente aveva inizialmente presentato ricorso alla Prefettura, che però aveva confermato la validità della multa con un’apposita ordinanza. Successivamente, il 26 settembre, la donna ha deciso di portare la questione davanti al Giudice di Pace.
Durante il procedimento, la difesa – rappresentata dagli avvocati Angelo Di Santo e Luca Cagliani – ha contestato la legittimità del dispositivo utilizzato per rilevare la velocità. Secondo i legali, l’autovelox risultava semplicemente approvato tramite determina dirigenziale, ma privo della necessaria omologazione ministeriale prevista dall’articolo 142 del Codice della Strada.
Questa distinzione si è rivelata decisiva. Il Giudice di Pace Beatrice Bruno ha accolto l’obiezione della difesa, ritenendo che l’assenza dell’omologazione renda illegittimo l’accertamento dell’infrazione. La decisione ha quindi portato all’annullamento della sanzione.
La Prefettura di Bergamo aveva sostenuto in giudizio che approvazione e omologazione potessero essere considerate equivalenti, ma il tribunale ha respinto questa interpretazione. Nella sentenza si sottolinea infatti che le due procedure hanno finalità differenti e non possono essere sostituite da circolari o atti amministrativi interni.
Secondo il giudice, l’omologazione rappresenta una condizione essenziale per garantire la validità delle rilevazioni effettuate dagli autovelox e quindi per la legittimità delle multe emesse sulla base di tali strumenti.
La questione degli autovelox omologati è diventata centrale a livello nazionale a partire dall’aprile 2024, quando una pronuncia della Corte di Cassazione ha stabilito che le sanzioni rilevate con dispositivi approvati ma non omologati devono essere considerate nulle.
Nel frattempo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato, il 28 novembre 2025, il database ufficiale degli autovelox presenti sul territorio italiano. Secondo i dati aggiornati al 10 marzo, nel Paese sono presenti 3.901 dispositivi, tra fissi e mobili, autorizzati dai prefetti delle diverse province.
La sentenza del tribunale di Bergamo potrebbe ora avere ripercussioni significative anche su altri casi simili, soprattutto nelle aree dove vengono utilizzati dispositivi privi di omologazione completa.
Secondo lo studio legale che ha seguito il ricorso, la decisione rappresenta un precedente di grande rilievo per il territorio della Bergamasca. L’annullamento della multa, spiegano i legali, ribadisce il principio secondo cui le sanzioni devono basarsi su strumenti conformi agli standard previsti dalla legge.
Questo orientamento potrebbe aprire la strada a nuovi ricorsi da parte di automobilisti multati con apparecchi non omologati, con possibili conseguenze sulla validità di numerosi verbali elevati negli ultimi anni.