La storia della Mela Val Brembana e il loro impatto sulla valle
Sabato 14 marzo, l’Associazione Frutticoltori Agricoltori Val Brembana (AFAVB) ha celebrato una tradizione che dura da più di venticinque anni, rinnovando il consueto appuntamento primaverile con la distribuzione delle nuove piante da frutto nel piazzale della chiesa di Moio de’ Calvi. Un evento che non solo segna il risveglio della stagione agricola, ma anche un momento importante per riflettere sull’evoluzione di un’attività che ha contribuito in modo significativo alla storia della Val Brembana. Da sempre legata alla coltivazione del melo, l’iniziativa ha visto la nascita del celebre marchio Mela Val Brembana, simbolo di qualità e sostenibilità.
Il lavoro dell’associazione e la forza delle nuove generazioni
Il cuore pulsante di questo progetto è l’impegno della presidente Olga Locatelli e di centinaia di soci che, nel corso degli anni, hanno permesso di recuperare numerosi terreni agricoli altrimenti destinati all’abbandono. Grazie alla consulenza di esperti, è stato possibile migliorare la qualità della produzione, ottimizzare la resa dei frutteti e valorizzare le peculiarità del territorio. Un obiettivo che non riguarda solo l’economia agricola, ma anche il turismo sostenibile che si integra perfettamente con la bellezza naturale della Valle Brembana. Come sottolineato dalla presidente, la Mela Val Brembana è ormai sinonimo di un modello agricolo che riesce a coniugare tradizione e innovazione, con frutteti presenti in quasi tutti i comuni della valle, anche a quote elevate.
Il passaggio generazionale: un rinnovato legame con la tradizione
Uno degli aspetti più significativi dell’edizione 2026 della distribuzione delle piante è stato il forte legame generazionale, che ha visto molti discendenti di frutticoltori storici ritirare le piante da frutto. In particolare, sono stati coinvolti i familiari di alcuni pionieri dell’associazione, come quelli di Andrea Ravanelli, frutticoltore di Azzonica a Sorisole, e di Roberto Guerinoni, nipote di Elio, storico frutticoltore di Averara.
Marco Manganoni, membro del direttivo e frutticoltore di Santa Brigida, ha commentato con entusiasmo: “È stato bello notare quante persone vogliono tuttora mettersi in gioco. In molti casi si tratta di nuove generazioni che vogliono continuare quanto avviato dai genitori o addirittura dai nonni, in qualche caso purtroppo mancati. Da anni la nostra Associazione spinge per attivare il più possibile un vitale cambio generazionale e segnali come questo sono davvero incoraggianti”.
Un mercato sempre più ricco: piante di qualità e varietà per tutti
L’attività di distribuzione ha suscitato un enorme interesse anche quest’anno, con circa 1500 piante ordinate e distribuite. Il bando annuale, che consente di acquistare piante con qualità verificata e prezzi calmierati, è stato un ulteriore successo, dimostrando l’importanza di un mercato che premia la qualità. Olga Locatelli ha dichiarato: “Il melo fa la parte del leone, ma le richieste hanno riguardato anche pesco, susino, albicocco, pero, gelso, caco e ciliegio. Grazie all’impegno dei componenti del direttivo abbiamo allestito un assortimento che punta decisamente sulla varietà delle proposte ma anche e soprattutto sulla qualità delle piante distribuite e della conseguente produzione”.
Il modulo di prenotazione, inoltre, indicava per ogni varietà di pianta l’altitudine massima consigliata per l’impianto e il periodo di maturazione (precoce, medio o tardivo), un importante dettaglio che ha permesso ai soci di fare scelte più mirate e consapevoli.
Il futuro della frutticoltura: un settore che guarderà sempre più in alto
Con l’arrivo della primavera, l’attività nei frutteti prenderà il via con la fioritura, che rappresenta uno dei momenti più affascinanti dell’intero ciclo agricolo. Le future sfide riguardano anche la Sagra autunnale della terza domenica di ottobre (17-18 ottobre 2026), che ogni anno accoglie turisti e appassionati, e che quest’anno promette di essere un evento particolarmente vivace. L’associazione continua a guardare con ottimismo al futuro, proponendo opportunità per colorare di speranza l’intera Valle Brembana, sempre con un forte impegno verso la sostenibilità e la qualità.
