Un crimine terribile e una ferita per la città
L’omicidio di Valentina Sarto, uccisa dal marito Vincenzo Dongellini, ha sconvolto la città di Bergamo. La tragedia è avvenuta ieri, nell’abitazione della coppia, comunque in fase di separazione, in via Pescaria. Elena Carnevali, la sindaca di Bergamo, ha espresso il suo profondo dolore per la morte di Valentina, definendo il femminicidio come “un crimine agghiacciante, un dolore terribile per tutte e tutti noi, una ferita profonda per la città di Bergamo e l’intera società”.
“Una donna è stata uccisa dal partner, e con lei vengono spezzati affetti, relazioni, progetti di vita”, ha dichiarato la sindaca. “Non possiamo permettere che diventi solo un numero in una lunga e inaccettabile sequenza: dietro ogni caso ci sono una storia, un volto, una vita, non un caso da aggiungere alla statistica”.
La rabbia e l’impotenza: la violenza nelle mura domestiche
Elena Carnevali ha anche parlato del dolore e della rabbia che accompagnano eventi di tale portata, soffermandosi sulla natura del crimine. “In momenti come questo, al dolore si uniscono la rabbia e il senso di impotenza: ancora una volta, tutto avviene tra le mura domestiche, all’interno di una relazione di coppia, nel luogo che dovrebbe essere di cura e sicurezza”.
La violenza sulle donne, secondo la sindaca, è un processo che si sviluppa nel tempo, caratterizzato da segni spesso invisibili alla società. “La violenza sulle donne non inizia all’improvviso: passa attraverso il controllo, l’isolamento, le minacce e una pressione quotidiana che spesso resta invisibile”.
Bergamo nella lotta alla violenza sulle donne: un impegno costante
Nonostante il terribile evento, la prima cittadina ha sottolineato l’impegno della città di Bergamo nella lotta contro la violenza di genere. La città è già attivamente coinvolta “nel sostegno a chi vive situazioni di violenza, collaborando con la rete interistituzionale e associazioni come Aiuto Donna e il Centro antiviolenza”. “Dobbiamo continuare a lavorare per cambiare le cose, anche in una città come Bergamo già da tempo impegnata nel sostegno in situazioni di violenza”, ha dichiarato la sindaca.
Ribaltare la cultura del possesso: un passaggio fondamentale
Una delle richieste più forti di Carnevali riguarda la necessità di combattere la cultura del possesso e della sopraffazione che alimenta la violenza di genere. “Accanto a misure di inasprimento delle pene, dobbiamo sconfiggere la cultura del possesso, della sopraffazione, che fa credere agli uomini di poter disporre delle nostre vite, delle vite delle donne”.
La sindaca ha ribadito l’importanza di investire nell’educazione, nella prevenzione e nel rafforzamento delle reti territoriali per proteggere le donne e restituire loro il diritto di sentirsi libere, sicure e vive. “Quando investiamo nell’educazione, nella prevenzione, nel rafforzamento delle reti territoriali e dei servizi che possono intercettare e accompagnare situazioni di rischio, allora proteggiamo e sosteniamo davvero le donne”.
Una responsabilità quotidiana per la società
In conclusione, la sindaca ha rinnovato il suo impegno per la creazione di una cultura fondata sul rispetto e sulla libertà, auspicando un cambiamento radicale nella società. “Ogni giorno deve essere il tempo della responsabilità nei loro confronti e della reazione, il tempo di costruire relazioni diverse, fondate sul rispetto e sulla libertà, il tempo di parole nuove che creino una cultura nuova”.
La sindaca ha concluso con un pensiero commosso per la famiglia della vittima. “Bergamo si stringe, con commozione, attorno ai familiari e a tutte le persone colpite da questa violenza”.