Violenza sessuale, assolto ex fidanzato: lacrime in aula

Il tribunale assolve il giovane con formula piena, la pm aveva chiesto condanna solo per lesioni

 Si è concluso con un’assoluzione il processo che vedeva imputato un giovane accusato di violenza sessuale, lesioni e minacce nei confronti della ex fidanzata. Il tribunale ha deciso per la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”, assolvendo l’imputato da tutte le accuse, chiudendo così il procedimento di primo grado relativo a fatti risalenti al 2021.

In aula, al momento della lettura della sentenza, le reazioni sono state opposte. Il giovane è apparso sollevato, mentre la ragazza, costituitasi parte civile, ha lasciato l’aula in lacrime, al termine di una vicenda giudiziaria complessa e segnata da versioni contrastanti.

Nel corso del processo, il pubblico ministero aveva già ridimensionato il quadro accusatorio. Era stata infatti richiesta una condanna a 8 mesi esclusivamente per il reato di lesioni, mentre per le accuse più gravi di violenza sessuale e minacce era stata avanzata richiesta di assoluzione.

La ricostruzione fornita dalla giovane durante la sua deposizione aveva delineato un rapporto difficile e segnato da episodi di forte tensione. La ragazza aveva parlato di comportamenti aggressivi, minacce e rapporti non consensuali, descrivendo una relazione in cui si sentiva priva di controllo e libertà. Durante l’udienza, il suo racconto è stato accompagnato da momenti di forte emozione.

Tra gli episodi citati, figuravano presunte aggressioni fisiche e messaggi intimidatori, oltre a un episodio avvenuto in una struttura ricettiva. La giovane aveva inoltre spiegato di soffrire di un disturbo borderline di personalità, precisando però che ciò non avrebbe influito sulla veridicità del suo racconto.

Di contro, l’imputato ha respinto tutte le accuse. La sua versione ha descritto una relazione caratterizzata da conflitti reciproci, sostenendo di non aver mai compiuto atti violenti o non consensuali, e di essere stato a sua volta vittima di comportamenti aggressivi da parte dell’ex compagna.

Secondo la sua testimonianza, i litigi sarebbero stati frequenti e accompagnati da tensioni emotive. Il giovane ha negato ogni episodio di violenza sessuale, parlando di rapporti consensuali e di una relazione deterioratasi nel tempo, fino alla rottura definitiva e alla successiva denuncia.

Il processo ha quindi messo in evidenza due narrazioni profondamente diverse. Il collegio giudicante, presieduto da Laura Garufi, ha ritenuto non sussistenti i fatti contestati, portando all’assoluzione completa dell’imputato.

La vicenda giudiziaria potrebbe non essere conclusa definitivamente. La parte civile ha infatti annunciato l’intenzione di attendere le motivazioni della sentenza, valutando eventuali ulteriori iniziative legali.

Il caso si chiude, almeno in primo grado, dopo un iter lungo e complesso, segnato anche da rinvii e cambi nel collegio giudicante. Resta una storia segnata da tensioni, accuse e sofferenze da entrambe le parti, che ha trovato per ora una conclusione nelle aule di tribunale.

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