“Diventeremo come robot?” A Bergamo Alta “Carillon” di Ivano Parolini sul futuro da IA

L’artista bergamasco porta ad Art2Night 2026 una rappresentazione tra musica, tecnologia e identità umana, interrogandosi sul confine tra persone e macchine attraverso una performance ambientata nel cuore di Città Alta

Il futuro dell’uomo tra tecnologia e intelligenza artificiale

“Diventermo come robot?” è la domanda al centro di Carillon, la performance dell’artista bergamasco Ivano Parolini prevista per il 26 settembre a Bergamo Alta nell’ambito di Art2Night 2026.

L’intelligenza artificiale rappresenta oggi una delle più importanti frontiere del progresso scientifico, ma allo stesso tempo viene indicata come possibile elemento di rischio per l’umanità. Negli ultimi tempi diversi ricercatori e sviluppatori di primo piano, tra cui figure provenienti da realtà come OpenAI e Anthropic, hanno espresso attenzione verso gli scenari futuri legati allo sviluppo di sistemi sempre più avanzati. Anche personalità come Elon Musk e Sam Altman, protagonisti del settore tecnologico, hanno affrontato il tema delle potenzialità e delle criticità dell’intelligenza artificiale.

Lo scenario più discusso riguarda la possibilità di creare sistemi sempre più potenti, capaci di superare progressivamente i limiti attuali, modificarsi autonomamente e svilupparsi con una crescita esponenziale, aprendo interrogativi sul possibile controllo di queste tecnologie.

La performance Carillon nel cuore di Bergamo Alta

A indagare questi temi attraverso il linguaggio dell’arte sarà Ivano Parolini con la performance Carillon, proposta durante Art2Night 2026, in programma a Bergamo sabato 26 settembre.

L’artista presenterà lo spettacolo in una doppia replica alle ore 21 e alle ore 22 nell’area antistante il Duomo e il Palazzo della Ragione in Città Alta.

La performance immagina un mondo popolato da persone con ruoli e professioni differenti, tra cui medico, vigile, militare, dottoressa, astronauta e sacerdote. I protagonisti, però, perdono progressivamente la propria componente umana fino a trasformarsi in veri e propri robot, capaci di muoversi e interagire con il pubblico soltanto attraverso la musica di un violino e di un contrabbasso.

Le sonorità saranno affidate al violino di Simona Bettoni e al contrabbasso di Luca Cantaboni.

Un tempo artificiale scandito dalla musica

“Figuranti e musicisti, trasformati in automi – spiega Parolini – scandiscono una temporalità governata dalle note degli strumenti, insieme all’alternanza di luce e buio. Accanto alla meridiana di Bergamo Alta, che misura il cammino del sole, la performance si propone di introdurre un tempo artificiale e calcolato. Il pubblico viene così invitato a interrogarsi sul rapporto tra esseri umani, macchine e lavoro, immaginando quali attività resteranno umane e quali saranno invece sostituite dall’intelligenza artificiale”.

Attraverso questa rappresentazione, l’artista originario di Gandino, 49 anni, propone una riflessione sul rapporto tra identità, tecnologia e trasformazione sociale. La performance punta inoltre a coinvolgere gli spettatori grazie a effetti scenografici di forte impatto.

Il percorso artistico di Ivano Parolini

Ivano Parolini ha iniziato a sviluppare la propria ricerca artistica nel 1999, anno in cui ha partecipato alla mostra della Gamec di Bergamo, curata da Vittorio Fagone, Mario Cresci ed Enrico De Pascale.

Successivamente è stato scelto da Marco Cingolani per un’esposizione alla Ciocca di Milano, diventando protagonista di importanti rassegne artistiche italiane e internazionali.

Nel 2014, con il progetto “Beauties”, ha esposto allo Spazio Rosso Tiziano di Piacenza. Nel 2015 ha realizzato una performance tematica durante Expo, prima di presentare a Londra il suo “libro illustrato”, opera unica ispirata al romanzo “Da qualche parte nel mondo” di Chiara Cecilia Santamaria.

Le installazioni dedicate a memoria, ambiente e spazio

Nel 2016 Parolini ha realizzato l’installazione “Relitti” nella colonia Sciesopoli di Selvino, progetto collegato alla Shoah, e ha sviluppato il progetto “Anime”, occasione nella quale un grande “Crocifisso” dipinto dall’artista ha sostituito la pala maggiore di Ponziano Loverini nella Basilica di Gandino.

Il progetto Anime ha avuto anche un seguito contrapposto ambientato tra i calcarei giurassici della Buca del Corno di Entratico, dove Parolini ha presentato il “Trichierotauro”.

L’opera consisteva in una scultura ossea alta circa 2,50 metri, con un’apertura alare superiore ai 7 metri, realizzata utilizzando ossa appartenenti a otto diversi animali.

Dalle denunce sociali alle opere più recenti

Nel 2018 l’artista ha presentato la performance “La Sposa”, dedicata alla denuncia contro la violenza sulle donne.

Negli anni successivi ha realizzato la personale “Beauties 2.0” ad Alassio e diverse installazioni, tra cui “Flowers”, dedicata al Sinodo dell’Amazzonia, la scultura “Alzheimer”, “Il Vitruviano” sul tema della sostenibilità ambientale, l’Astronauta dedicato al rapporto tra uomo e spazio e le Giraffe Lunari del 2025.

Quest’ultimo progetto è stato realizzato in collaborazione con Torri Lana 1885, realtà del tessile Made in Italy.

Le due repliche di Carillon, previste alle ore 21 e alle ore 22, saranno ad ingresso libero e gratuito.

Credit photo Marco Presti

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