Romano di Lombardia, minacce a moglie e figli davanti alla caserma: arrestato

Un 50enne si era presentato dai carabinieri per denunciare la moglie, ma all’arrivo della donna e dei figli avrebbe cercato di aggredirli. Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere

Carabinieri

Si era recato alla Stazione dei carabinieri di Romano di Lombardia con l’intenzione di presentare una denuncia contro la moglie. La situazione, però, avrebbe assunto una piega completamente diversa quando davanti alla caserma sono arrivati la donna e i figli minorenni. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe iniziato a minacciare i familiari, tentando anche di aggredirli.

Protagonista della vicenda è un 50enne residente nella pianura bergamasca, arrestato in flagranza dai militari. Gli accertamenti compiuti successivamente avrebbero inoltre fatto emergere un quadro familiare caratterizzato, secondo l’accusa, da comportamenti vessatori, intimidazioni e violenze.

Il giudice per le indagini preliminari ha poi convalidato l’arresto e disposto nei confronti dell’uomo la custodia cautelare in carcere.

L’intervento davanti alla caserma di Romano di Lombardia

L’episodio risale alla sera del 19 settembre. Il cinquantenne aveva raggiunto la caserma dei carabinieri di Romano di Lombardia in seguito a una fase di forti contrasti familiari, intenzionato a denunciare la moglie.

Poco dopo sono giunti sul posto anche la donna, i figli minorenni della coppia e un’amica che li aveva accolti e ospitati. Proprio in quel momento la situazione sarebbe rapidamente degenerata.

Alla vista della moglie e dei ragazzi, il 50enne avrebbe pronunciato minacce e tentato di scagliarsi contro di loro.La presenza dei carabinieri ha consentito un intervento immediato: i militari hanno bloccato l’uomo prima che la situazione potesse avere ulteriori conseguenze e lo hanno accompagnato nuovamente all’interno della struttura.

Secondo quanto ricostruito durante gli accertamenti, tuttavia, neppure l’intervento delle forze dell’ordine avrebbe immediatamente interrotto il comportamento contestato. Il cinquantenne avrebbe infatti continuato a rivolgere espressioni minacciose ai propri familiari anche all’interno della caserma.

Gli accertamenti sulla situazione familiare

Da quanto accaduto quella sera sono partiti ulteriori approfondimenti dei carabinieri. Le verifiche avrebbero portato alla luce una situazione più complessa rispetto al singolo episodio avvenuto davanti alla stazione dell’Arma.

La moglie avrebbe raccontato agli investigatori di essere stata sottoposta a un controllo particolarmente pressante sugli spostamenti e sugli orari, oltre ad aver riferito episodi di violenza fisica e comportamenti intimidatori.

Secondo l’ipotesi accusatoria, queste condotte avrebbero coinvolto anche i figli e sarebbero diventate più frequenti durante il periodo estivo.

Gli investigatori hanno quindi ricostruito gli episodi precedenti per verificare quanto accaduto all’interno del nucleo familiare e definire il quadro complessivo della vicenda.

Un precedente intervento pochi giorni prima

Tra gli elementi finiti all’attenzione degli inquirenti c’è anche quanto sarebbe avvenuto appena tre giorni prima dell’arresto.

Il 16 settembre le forze dell’ordine erano già intervenute nell’ambito delle tensioni familiari e, secondo gli accertamenti, in quell’occasione l’uomo avrebbe manifestato atteggiamenti minacciosi e intenzioni ritorsive.

Il nuovo episodio del 19 settembre ha quindi determinato l’intervento immediato dei carabinieri e l’arresto in flagranza del cinquantenne.

Le contestazioni formulate riguardano i maltrattamenti contro familiari o conviventi, con l’aggravante collegata alla presenza dei figli minorenni.

Il gip dispone la custodia cautelare in carcere

Dopo l’arresto, la vicenda è passata al vaglio dell’autorità giudiziaria. Il 23 settembre il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il provvedimento adottato dai carabinieri.

Per il cinquantenne è stata quindi disposta la custodia cautelare in carcere. Le accuse dovranno naturalmente essere verificate nelle successive fasi del procedimento giudiziario.

Al centro dell’indagine rimane la ricostruzione dei rapporti all’interno della famiglia e degli episodi riferiti dalla donna, oltre a quanto avvenuto direttamente davanti ai militari la sera dell’arresto.

Una vicenda cominciata con l’uomo che si era presentato spontaneamente in caserma per denunciare la moglie e conclusasi, poche ore dopo, con il suo arresto e con l’apertura di accertamenti su una situazione familiare che, secondo l’accusa, sarebbe stata segnata da tempo da minacce e comportamenti violenti.

Redazione

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