È stato localizzato attraverso il suo telefono cellulare e liberato nel giro di circa 24 ore un ragazzo italiano di 17 anni residente a Bonate Sotto, nella Bergamasca. Il minorenne sarebbe stato sequestrato giovedì sera da due uomini che conosceva e successivamente condotto fino a Vicenza.
L’intervento si è concluso nella serata di venerdì, quando una pattuglia della Polizia di Stato ha raggiunto la struttura nella quale si trovava il giovane. Due cittadini senegalesi di 22 e 24 anni sono stati arrestati e sono ora accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione ai danni di un minorenne.
Secondo quanto riportato dal Corriere Bergamo, dietro la vicenda potrebbe esserci una questione economica legata a una precedente compravendita di banconote contraffatte. Gli investigatori stanno approfondendo tutti i passaggi per definire ruoli e responsabilità.
La madre denuncia la scomparsa ai carabinieri
A far partire le ricerche è stata la famiglia del diciassettenne. Non vedendolo rientrare a casa, venerdì mattina la madre si è presentata ai carabinieri di Ponte San Pietro per denunciare quanto stava accadendo.
Un elemento ha fatto immediatamente aumentare la preoccupazione: la donna avrebbe ricevuto alcuni messaggi dai quali emergeva una possibile situazione di pericolo per il figlio. Sono così partiti gli accertamenti finalizzati a ricostruire gli ultimi movimenti del ragazzo e a stabilire dove potesse trovarsi.
Le verifiche hanno portato a ricostruire quanto sarebbe successo già nella serata precedente. Il 17enne sarebbe stato avvicinato nei pressi della propria abitazione a Bonate Sotto da due persone che già conosceva.
I due, secondo la ricostruzione investigativa, lo avrebbero convinto con un pretesto a salire su un’automobile. Da quel momento il giovane non avrebbe più fatto ritorno a casa.
Il viaggio fino a Vicenza e la localizzazione del cellulare
Dalla provincia di Bergamo, il ragazzo sarebbe stato trasportato in Veneto. La destinazione individuata dagli investigatori era un bed and breakfast nella zona di Vicenza, dove il minorenne sarebbe stato trattenuto.
Determinante per arrivare rapidamente al luogo in cui si trovava è stata la tecnologia. I carabinieri di Ponte San Pietro sono riusciti a geolocalizzare il telefono del 17enne, individuandone la posizione nel Vicentino.
L’informazione è stata immediatamente trasmessa alle forze dell’ordine del territorio. In questo modo è stato possibile concentrare l’intervento direttamente sulla struttura indicata dalla localizzazione del dispositivo.
La prima pattuglia a raggiungere il posto nella serata di venerdì è stata quella della Polizia di Stato di Vicenza. Gli agenti hanno trovato il minorenne e lo hanno liberato, ponendo contemporaneamente fine alla fuga dei presunti sequestratori.
Due arresti dopo la liberazione del minorenne
L’operazione ha portato all’arresto dei due giovani di 22 e 24 anni. Entrambi sono cittadini senegalesi regolarmente presenti sul territorio italiano e, secondo le informazioni disponibili, risultano avere precedenti per reati contro il patrimonio, tra cui furto e rapina.
Nei loro confronti viene contestata l’ipotesi di sequestro di persona a scopo di estorsione ai danni di un minore. Saranno gli ulteriori sviluppi dell’indagine e le successive valutazioni dell’autorità giudiziaria a definire compiutamente le rispettive posizioni.
Particolare attenzione viene riservata anche al possibile movente. La vicenda, stando ai primi elementi raccolti, sarebbe infatti collegata a una somma di denaro che i due avrebbero voluto ottenere.
L’ipotesi delle banconote false
Alla base del sequestro ci sarebbe una precedente vicenda riguardante la compravendita di denaro contraffatto. Il diciassettenne sarebbe entrato in contatto con un ambiente legato alla circolazione di banconote false e proprio da quella situazione sarebbe nata la richiesta economica che avrebbe preceduto il sequestro.
Gli investigatori dovranno ora ricostruire nel dettaglio questa parte della vicenda, verificando quale fosse la natura dei rapporti tra il minorenne e i due arrestati e quale somma sarebbe stata richiesta.
La rapidità delle ricerche si è rivelata decisiva: dalla denuncia presentata dalla madre venerdì mattina si è arrivati alla localizzazione del cellulare, all’individuazione della struttura nel Vicentino e infine alla liberazione del ragazzo nella stessa giornata.
L’indagine, partita dalla Bergamasca e arrivata fino a Vicenza, prosegue ora per chiarire ogni aspetto dell’accaduto, compreso il contesto nel quale sarebbe maturato il sequestro e gli eventuali ulteriori coinvolgimenti nella vicenda delle banconote contraffatte.
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