Vegâteu arriva a Bergamo: la pasticceria vegana conquista nuovi palati

Il 18 ottobre Daste ospiterà la finale della quarta edizione dell’iniziativa promossa da Lav. Il pubblico potrà partecipare agli assaggi e scoprire il mondo dei dolci completamente vegetali

pasticcini vegani

La pasticceria diventa uno dei nuovi terreni sui quali sperimentare le potenzialità dell’alimentazione vegetale. Il 18 ottobre Bergamo ospiterà la finale della quarta edizione di Vegâteu, manifestazione dedicata alla pasticceria vegana e ideata da Lav, con un appuntamento negli spazi di Daste aperto anche alla partecipazione degli assaggiatori.

L’iniziativa punta i riflettori su un settore particolare della cucina plant based. Preparare un dolce senza ingredienti di origine animale significa infatti ripensare ricette nelle quali tradizionalmente trovano largo impiego prodotti come latte, burro e uova, cercando contemporaneamente di preservare gusto, consistenza e qualità.

Vegâteu nasce proprio all’interno di questo scenario e porta la pasticceria vegana al centro di una manifestazione nella quale anche il pubblico può confrontarsi direttamente con le preparazioni attraverso l’assaggio.

Vegetariani e vegani crescono in Italia

L’appuntamento bergamasco si inserisce in un contesto nel quale l’alimentazione vegetale ha acquisito una presenza sempre più evidente. Secondo i dati Eurispes citati nel materiale fornito, nel 2026 il 5,3% degli italiani si dichiara vegetariano e il 3,2% vegano.

Complessivamente, quindi, una quota superiore all’8% della popolazione dichiara di seguire un regime alimentare che esclude la carne, con differenze significative tra vegetariani e vegani rispetto agli altri prodotti di origine animale.

Il fenomeno, tuttavia, non riguarda esclusivamente chi si identifica con queste definizioni. La crescente disponibilità di alternative vegetali nei supermercati, nei ristoranti e negli altri esercizi dedicati alla ristorazione segnala infatti una domanda che coinvolge anche consumatori con abitudini alimentari differenti.

Le motivazioni possono essere numerose. Alcune persone scelgono più frequentemente prodotti vegetali per ragioni legate alla propria idea di alimentazione e salute, altre attribuiscono maggiore importanza alle questioni ambientali, mentre per chi aderisce al veganismo entra in gioco anche una dimensione etica.

Veganismo e alimentazione plant based non sono sinonimi

Donato Ceci, responsabile dell’area Transizione alimentare di Lav Bergamo, sottolinea infatti la distinzione tra una dieta basata prevalentemente o esclusivamente su alimenti vegetali e il veganismo.

Secondo la definizione proposta da Ceci, il veganismo rappresenta una filosofia fondata sul riconoscimento di diritti, vita e libertà agli esseri viventi senzienti. Un’alimentazione plant based, invece, può essere adottata anche da persone che non si definiscono vegane e che compiono questa scelta per motivazioni differenti.

Nel dibattito trova spazio anche la questione dell’impatto ambientale della produzione alimentare. Nel testo fornito viene citata una stima secondo cui gli allevamenti della Pianura Padana produrrebbero ogni anno circa 12 milioni di tonnellate di gas serra. Il dato viene utilizzato per evidenziare come le considerazioni ambientali possano incidere sulle decisioni alimentari di una parte dei consumatori.

La transizione parte dai sapori conosciuti

Il cambiamento delle abitudini a tavola non avviene necessariamente da un giorno all’altro. Lav utilizza a questo proposito il concetto di “transizione alimentare”, un percorso durante il quale le persone possono modificare progressivamente ciò che acquistano e mangiano.

Nelle prime fasi, spiega Ceci, molti consumatori tendono a ricercare sapori e consistenze già familiari. Entrano così in gioco quelli che vengono definiti “prodotti di atterraggio”, alternative vegetali sviluppate richiamando alimenti tradizionalmente realizzati con ingredienti animali.

È il caso, ad esempio, di alcune proposte plant based ispirate a salumi e formaggi. Prodotti che permettono di mantenere una certa familiarità gastronomica mentre si sperimentano ingredienti e ricette differenti.

La sfida dei dolci senza ingredienti animali

La pasticceria rappresenta però un capitolo specifico di questa trasformazione. Numerose preparazioni classiche dipendono dalle caratteristiche tecniche di uova, latte, panna o burro, che svolgono funzioni precise durante la lavorazione.

La pasticceria vegana deve quindi trovare ingredienti e tecniche alternative, andando oltre la semplice eliminazione dei prodotti animali. È proprio questo aspetto a rendere i dolci uno dei campi più interessanti per osservare l’evoluzione della cucina vegetale.

La quarta edizione di Vegâteu porta questa sperimentazione direttamente davanti al pubblico. La finale del 18 ottobre a Daste diventerà così non soltanto un appuntamento dedicato a chi ha già adottato un’alimentazione vegana, ma anche un’occasione per avvicinare consumatori curiosi alle possibilità della pasticceria interamente vegetale.

In un mercato nel quale le alternative plant based sono sempre più visibili, la sfida si sposta dunque anche sul dessert: dimostrare attraverso ricette, tecnica e assaggio quanto possa essere ampia l’offerta della pasticceria senza ingredienti di origine animale.

Redazione

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