DFestival 2026: a Daste tre giorni contro lo stigma sulla demenza

Oltre i pregiudizi e le etichette della fragilità: la sesta edizione della rassegna socio-culturale apre i battenti a DASTE tra teatro, formazione e partecipazione cittadina

La visione del welfare culturale per superare i pregiudizi

Il DFestival si sviluppa nel solco del welfare culturale, utilizzando gli strumenti dell’arte e della cultura per affrontare un tema sociale e sanitario e renderlo accessibile a un pubblico ampio. Non un festival rivolto soltanto a chi già conosce la demenza, ma uno spazio aperto alla cittadinanza: alle persone con demenza e ai loro familiari, agli operatori, ai professionisti, ma soprattutto a chi raramente entra in contatto con questi temi. «Il nostro obiettivo – concludono i rappresentanti di Generazioni FA Cooperativa Sociale – è creare occasioni in cui le persone possano incontrarsi prima ancora di essere definite dalla propria età, dal proprio ruolo o dalla propria fragilità. Il pregiudizio nasce spesso dalla distanza e dalla non conoscenza. Il DFestival prova a ridurre quella distanza attraverso esperienze condivise».

Il programma degli appuntamenti a Daste

Stasera, 29 settembre: due mostre e teatro

Il DFestival si apre martedì 29 settembre alle 18:30 a DASTE (in via Daste e Spalenga 13-15 a Bergamo, ad ingresso libero) con l’inaugurazione delle mostre “Ombre e luci” e “Voci di donne”. La prima, realizzata dalla Fondazione RSA Vaglietti Corsini ETS, porta i residenti della RSA dentro le celebri opere di Caravaggio, trasformando il chiaroscuro in una metafora dell’invecchiamento, della fragilità e della cura. “Voci di donne” nasce invece dall’incontro tra ospiti e operatrici dei servizi: donne di generazioni e ruoli differenti che, attraverso il teatro e la fotografia, si raccontano oltre le definizioni di “chi riceve cura” e “chi si prende cura”. Alle 20:30 segue “Il Treno dei Desideri”, performance teatrale delle Ragazze di Orio al Serio: diciassette donne over 70 portano in scena desideri, relazioni, complicità e sogni, in un viaggio ironico e irriverente che mette al centro la possibilità di continuare a desiderare, scegliere e mettersi in gioco a ogni età.

Mercoledì 30 settembre: cura e formazione

Mercoledì 30 settembre è invece dedicato alla cura e alla formazione. A partire dalle 14:30 si tiene il convegno di formazione “La cura che abilita: teatro sociale e approccio mente-corpo”, rivolto a chi lavora con le persone anziane e incentrato sulla valorizzazione delle risorse, dell’identità e delle possibilità di espressione della persona anche in presenza di fragilità cognitive. La sera, alle 20:30, è la volta di “Cortocircuito sensoriale”, una cena disorientante accompagnata da jazz dal vivo che invita il pubblico a sperimentare direttamente, attraverso i sensi, la vertigine dell’incertezza e del disorientamento.

Ottobre comincia con la pittura e la danza

Giovedì 1° ottobre il programma prosegue alle 16:00 con il laboratorio artistico di pittura e condivisione “Quanti colori può avere un incontro?” e, alle 18:30, con “Vivere a lungo, vivere bene”, dialogo tra Rossana De Beni e Sara Fascendini dedicato all’invecchiamento, agli stereotipi legati all’età e alla possibilità di vivere con dignità ogni stagione della vita. A chiudere la rassegna alle ore 20:00 è Dance Well, laboratorio e pratica di danza inclusiva che mette in relazione persone di età, abilità e possibilità di movimento differenti attraverso il corpo, il movimento, la danza e l’incontro tra generazioni.

L’impegno del territorio e le parole delle istituzioni

“Costruire una città amica delle persone anziane significa costruire una comunità nella quale nessuno venga lasciato ai margini e nella quale la persona venga riconosciuta prima della sua fragilità o della sua malattia. È una sfida che riguarda tutti e che richiede di superare la logica degli interventi isolati per costruire una responsabilità condivisa. In questo senso, la nascita della DFC Bergamo – Comunità Amica delle Persone con Demenza è un passaggio particolarmente importante. La sua forza sta nella rete: istituzioni, servizi sanitari e sociali, Terzo settore, associazioni, professionisti e realtà del territorio scelgono di mettere in comune competenze, esperienze e capacità di intervento per costruire una comunità più consapevole e inclusiva. È proprio attraverso questa collaborazione che possiamo rendere più concreta la possibilità per le persone con demenza e per le loro famiglie di continuare a vivere pienamente la città. La DFC rappresenta quindi un investimento sulla comunità, non soltanto una risposta alla fragilità. Significa lavorare insieme per ridurre lo stigma, rafforzare le relazioni, sostenere la partecipazione e rendere i luoghi della quotidianità più accessibili e accoglienti. È questa la direzione nella quale Bergamo vuole continuare a muoversi: una città amica delle persone anziane, capace di accompagnare l’invecchiamento e la longevità con politiche di prossimità, ma anche di riconoscere nelle persone anziane una risorsa per la comunità.” afferma Marcella Messina, in qualità di Assessora ai servizi sociali del Comune di Bergamo, parlando a nome dell’amministrazione comunale e del tavolo promotore.

La novità istituzionale della DFC Bergamo

Uno dei momenti centrali dell’edizione 2026 è la presentazione della DFC Bergamo – Comunità Amica delle Persone con Demenza, un nuovo percorso che coinvolge il territorio con l’obiettivo di costruire una comunità più consapevole, inclusiva e capace di sostenere la partecipazione delle persone con demenza e dei loro familiari. Essere una Comunità Amica significa infatti lavorare perché la demenza sia maggiormente conosciuta e compresa e perché le persone possano continuare a vivere e partecipare alla vita della propria comunità, senza essere isolate o definite dalla malattia. Il progetto delle Comunità Amiche delle Persone con Demenza è nato in Italia nel 2016 grazie a Federazione Alzheimer Italia, sulla base del modello delle Dementia Friendly Community sviluppato dall’Alzheimer’s Society britannica. La nascita della DFC Bergamo rappresenta un nuovo passo nel percorso di sensibilizzazione del territorio bergamasco. I componenti attuali che partecipano al tavolo promotore sono: Comune di Bergamo, Coop Generazioni FA, ASST Pg 23, Associazione Alzheimer Bergamo, Fondazione CARISMA Onlus, R.I.B.E.S. Consorzio Sociale, Fondazione Insieme con Humanitas ETS, Ordine dei Farmacisti della Provincia di Bergamo, Società COOP Bergamo Sanità, Centro Alzheimer Gazzaniga FERB ETS.

L’inclusione diffusa con l’ExtraFestival

Anche nel 2026 il DFestival non si ferma a DASTE. Torna infatti l’ExtraFestival, la sezione itinerante della manifestazione pensata per portare la sensibilizzazione direttamente nei territori e trasformare il tema del disorientamento in occasioni concrete di incontro. Il filo conduttore di quest’anno sono i giochi intergenerazionali, proposti come strumenti semplici per favorire la relazione tra giovani e anziani e superare le distanze legate all’età e alla fragilità. Le attività coinvolgono persone con e senza demenza, nella convinzione che il gioco possa creare uno spazio comune nel quale la malattia non definisce la relazione.

Il divertimento come socializzazione anti stigma

Corpo, mente, socialità e divertimento diventano così elementi attraverso cui conoscersi e costruire legami. Sono già previsti appuntamenti a Orio al Serio, Gorle, Ranica, Sorisole e Bergamo, mentre sono in fase di definizione ulteriori iniziative a Pradalunga, Torre Boldone, Ponteranica e Scanzorosciate. «L’ExtraFestival è una parte fondamentale del progetto – spiegano i referenti dell’ente organizzatore Generazioni FA Cooperativa Sociale – perché ci permette di uscire dagli spazi del festival e raggiungere le comunità nei luoghi della quotidianità. La sensibilizzazione, per essere efficace, deve diventare esperienza, incontro e relazione. Anche un gioco può contribuire a cambiare lo sguardo sulla fragilità».

La sesta edizione di DFestival

Mettere in discussione le etichette, soprattutto quelle che ancora accompagnano la demenza e le malattie neurodegenerative. È questo l’obiettivo della sesta edizione del DFestival, la rassegna socio-culturale dedicata al disorientamento promossa da Generazioni FA Cooperativa Sociale, in programma da stasera 29 settembre al 1° ottobre negli spazi di DASTE a Bergamo. Dopo aver esplorato negli anni il disorientamento attraverso i temi dell’intergenerazionalità, della cura, dell’abitare e dei linguaggi artistici, il DFestival 2026 sceglie di concentrarsi sul pregiudizio: sulle paure, sui silenzi e sulle distanze che possono nascere quando una persona viene identificata prima di tutto attraverso la propria malattia, l’età o la fragilità. Tre giorni di mostre, teatro, formazione, laboratori, danza e incontri per provare a cambiare prospettiva e creare occasioni di conoscenza e confronto.

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