Un presunto traffico internazionale di hashish tra la Spagna e la Lombardia, con destinazione finale nelle province di Bergamo e Lecco. È il quadro ricostruito dalla Guardia di Finanza di Varese nell’ambito di un’indagine che ha portato all’esecuzione di tre misure di custodia cautelare in carcere.
Le persone coinvolte sono indagate, secondo l’ipotesi investigativa, per concorso in un’attività di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Con gli ultimi provvedimenti diventano quattro complessivamente gli arresti effettuati nell’ambito dell’inchiesta.
Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Busto Arsizio e condotte dai finanzieri del Gruppo Malpensa.
Quattro chili di hashish scoperti a Malpensa
Il punto di partenza dell’attività investigativa è stato proprio l’aeroporto di Milano Malpensa. Durante un controllo, le Fiamme Gialle avevano fermato un cittadino italiano proveniente dall’estero.
Nel suo bagaglio gli investigatori hanno individuato circa quattro chilogrammi di hashish, che sarebbero stati nascosti attraverso un doppio fondo realizzato appositamente per occultare lo stupefacente.
Per l’uomo era quindi scattato l’arresto in flagranza. Da quel sequestro sono successivamente partiti gli approfondimenti investigativi destinati a ricostruire provenienza, contatti e possibile destinazione della sostanza.
Gli accertamenti avrebbero consentito agli investigatori di delineare una rete di rapporti tra più persone e un presunto sistema utilizzato per far arrivare l’hashish dalla Spagna in Italia.
La droga destinata alle province di Bergamo e Lecco
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, lo stupefacente avrebbe viaggiato attraverso collegamenti aerei dalla Spagnaper poi essere destinato alle reti di spaccio attive nelle province di Bergamo e Lecco.
L’indagine si è quindi progressivamente allargata rispetto al primo episodio registrato a Malpensa, fino all’individuazione di altri soggetti ritenuti coinvolti nel presunto meccanismo di approvvigionamento e distribuzione.
Sulla base degli elementi raccolti, la Procura di Busto Arsizio ha richiesto l’applicazione delle misure cautelari. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale ha quindi disposto la custodia in carcere per tre persone.
Si tratta di due cittadini marocchini, un uomo e una donna residenti nella provincia di Bergamo, e del cittadino italiano fermato con lo stupefacente nascosto nel bagaglio.
Uno degli arresti all’aeroporto di Orio al Serio
L’inchiesta ha coinvolto anche un altro importante scalo aeroportuale lombardo. La donna destinataria della misura è stata arrestata all’aeroporto di Orio al Serio, dove era arrivata a bordo di un volo proveniente dalla Spagna.
Una circostanza che si inserisce nel quadro investigativo relativo alle rotte aeree che, secondo l’ipotesi degli inquirenti, sarebbero state utilizzate per trasferire la droga sul territorio italiano.
Gli elementi raccolti dagli investigatori sono stati quindi messi in relazione con il precedente sequestro effettuato a Malpensa e con i contatti emersi durante gli approfondimenti successivi.
Quattro arresti complessivi nell’inchiesta
Con l’esecuzione delle nuove misure cautelari, il bilancio dell’operazione raggiunge quattro arresti complessivi. Al centro delle verifiche rimane il presunto collegamento tra la Spagna e le reti di distribuzione dello stupefacente nelle province di Bergamo e Lecco.
Il sequestro dei circa quattro chilogrammi di hashish ha rappresentato l’elemento iniziale dal quale i finanzieri hanno sviluppato l’intera attività investigativa.
L’utilizzo di un doppio fondo nel bagaglio avrebbe avuto lo scopo di rendere più difficile l’individuazione della sostanza durante i controlli aeroportuali. Il ritrovamento ha invece permesso alle Fiamme Gialle non soltanto di intercettare il carico, ma anche di approfondire i rapporti tra le persone che, secondo l’accusa, sarebbero state coinvolte nell’organizzazione dei trasferimenti.
Le indagini sul presunto traffico internazionale
L’attività della Guardia di Finanza punta ora a definire nel dettaglio il funzionamento della presunta catena di approvvigionamento dello stupefacente, dal trasferimento dalla Spagna fino alla possibile distribuzione sul territorio lombardo.
Le misure disposte dal gip hanno natura cautelare e il procedimento dovrà proseguire per verificare le responsabilità individuali delle persone coinvolte.
Al momento, il quadro delineato dagli investigatori vede al centro una rotta dell’hashish dalla Spagna verso l’Italia attraverso gli aeroporti lombardi, con Bergamo e Lecco indicate come territori nei quali la sostanza sarebbe stata successivamente immessa nei circuiti dello spaccio.
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