La famiglia di Monica Esposito, la donna di 55 anni morta dopo essere stata travolta durante l’attacco avvenuto a Modena nella primavera scorsa, ha deciso di affidarsi a un esperto di jihadismo per approfondire gli elementi emersi nell’inchiesta.
La consulenza è stata affidata a Francesco Bergoglio Errico, docente dell’Università di Bergamo e specialista sui temi della radicalizzazione e del jihadismo. L’incarico è stato formalizzato dall’avvocata Deborah De Cicco, che assiste Giovanni Esposito, fratello della vittima.
L’attacco del 16 maggio
La vicenda risale al 16 maggio 2026, quando nel centro storico di Modena Salim El Koudri si sarebbe lanciato con un’automobile contro i passanti.
Nell’episodio furono investite diverse persone e otto rimasero ferite. Dopo essere sceso dalla vettura, l’uomo avrebbe inoltre aggredito un’altra persona utilizzando un coltello.
Tra le persone travolte c’era Monica Esposito, che riportò ferite gravissime.
La donna rimase ricoverata per circa due mesi, fino alla morte avvenuta il 22 luglio.
L’esperto incaricato dalla famiglia
Bergoglio Errico insegna al Master in “Terrorismo e prevenzione della radicalizzazione” dell’Università di Bergamo ed è docente alla Scuola di Polizia di Roma sui temi della radicalizzazione.
È inoltre fondatore e direttore esecutivo del Monitoring Jihadism Project e componente del Comitato scientifico del Centro italiano di strategia e intelligence.
La sua attività sarà ora rivolta all’analisi degli elementi raccolti nell’ambito dell’indagine.
La consulenza verrà infatti depositata agli atti e, secondo quanto spiegato dalla legale della famiglia, servirà ad approfondire il materiale investigativo e a valutare l’eventuale presenza dei presupposti giuridici per contestare l’aggravante del terrorismo.
La possibile matrice terroristica
È proprio sulla qualificazione dell’attacco che si concentra l’iniziativa della famiglia Esposito.
Secondo l’avvocata De Cicco, El Koudri avrebbe agito con una finalità terroristica e avrebbe pianificato l’azione.
Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione sostenuta dalla difesa della famiglia e che dovrà essere valutata nell’ambito dell’inchiesta. La qualificazione definitiva dei fatti e l’eventuale presenza di una finalità terroristica restano infatti oggetto di accertamento.
I dispositivi informatici e i video
Tra gli elementi sui quali la consulenza dovrà concentrarsi ci sono anche i dati contenuti nei dispositivi informatici acquisiti dagli investigatori e alcuni video realizzati prima dell’attacco.
Secondo la prospettiva della famiglia, questo materiale potrebbe contribuire a chiarire le intenzioni dell’indagato e a ricostruire le fasi precedenti all’aggressione.
L’avvocata richiama inoltre le modalità dell’episodio, evidenziando la sequenza dell’utilizzo di un veicolo contro i passanti e del successivo impiego di un coltello.
Gli eventuali sviluppi giudiziari
La consulenza affidata a Bergoglio Errico avrà quindi il compito di fornire una lettura specialistica degli elementi investigativi, contribuendo alla valutazione dell’eventuale aggravante terroristica.
La difesa della famiglia intende inoltre valutare, qualora emergano i relativi presupposti, la possibilità di chiedere la trasmissione degli atti alla Procura distrettuale di Bologna, competente per i procedimenti relativi al terrorismo.
Per il momento, però, non vi è una qualificazione definitiva dell’accaduto sotto il profilo della matrice terroristica. Saranno gli sviluppi dell’inchiesta e gli elementi raccolti dagli investigatori e sottoposti all’autorità giudiziaria a stabilire quale ricostruzione potrà essere sostenuta sul piano processuale.
La famiglia di Monica Esposito, attraverso il proprio legale, punta dunque a utilizzare anche l’analisi specialistica per approfondire le circostanze che hanno preceduto l’attacco e le motivazioni dell’autore.
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