Un inseguimento notturno a bordo di un’auto rubata ha portato i carabinieri fino alla casa di un 19enne di Verdello, dove sono state successivamente trovate venti bombole di protossido d’azoto, sostanza conosciuta anche come gas esilarante. Dieci contenitori, della capacità di tre litri ciascuno, erano ancora pieni.
Il giovane è finito al centro degli accertamenti dei carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Treviglio dopo una fuga iniziata intorno alla mezzanotte a Verdellino. Secondo quanto ricostruito, il ragazzo si trovava alla guida di una Fiat Panda risultata rubata quando una pattuglia gli ha intimato di fermarsi.
Anziché rispettare l’alt, avrebbe accelerato dando inizio a un inseguimento terminato diversi chilometri più avanti.
Sette chilometri di inseguimento tra Verdellino e Verdello
La fuga si è sviluppata per circa sette chilometri in direzione di Verdello. Durante il tragitto il conducente avrebbe effettuato manovre particolarmente pericolose, tra sorpassi rischiosi e rotatorie percorse contromano.
Una volta arrivato nella zona di Verdello, il giovane avrebbe abbandonato la Panda per proseguire la fuga a piedi attraverso i campi.
Le ricerche non si sono però fermate. L’analisi delle immagini registrate dalle telecamere ha consentito ai carabinieri di risalire al presunto conducente, individuato e arrestato il giorno successivo.
Al 19enne sono state inoltre contestate altre ipotesi di reato e violazioni. È stato denunciato per ricettazione in relazione all’automobile rubata e per guida senza patente con recidiva.
In attesa dell’udienza di convalida con rito direttissimo, il giovane era stato sottoposto agli arresti domiciliari.
Il controllo in casa e la scoperta delle bombole
È stato proprio durante un controllo effettuato nell’abitazione mentre il ragazzo si trovava ai domiciliari che la vicenda ha assunto un ulteriore sviluppo.
I militari hanno trovato 20 bombole da tre litri contenenti protossido d’azoto, dieci delle quali ancora piene. Il materiale è stato sequestrato e sono partiti ulteriori accertamenti.
Il protossido d’azoto viene impiegato legalmente in diversi settori, compresi quello sanitario e quello alimentare. Negli ultimi anni, tuttavia, il suo utilizzo a scopo ricreativo si è diffuso anche tra i più giovani.
Il gas viene generalmente inalato dopo essere stato trasferito all’interno di palloncini. L’assunzione può provocare per un breve periodo euforia, alterazioni della percezione, rilassamento e ilarità, caratteristiche che hanno contribuito alla sua diffusione come sostanza ricreativa a basso costo.
Il suo consumo improprio, tuttavia, non è privo di conseguenze. L’abuso di protossido d’azoto può comportare rischi anche seri per la salute, compresi possibili danni neurologici.
Trovati anche tre pugnali e un lampeggiante blu
Le bombole non sono state l’unico materiale individuato nell’abitazione. Nel corso del controllo i carabinieri hanno infatti sequestrato anche tre pugnali ritenuti detenuti illegittimamente.
È stato inoltre trovato un lampeggiante blu simile ai dispositivi utilizzati dalle forze di polizia. Anche su questo oggetto sono scattate le contestazioni previste dalla normativa.
In seguito ai ritrovamenti, il giovane è stato denunciato per detenzione abusiva di armi e per gli ulteriori illeciti contestati in relazione al dispositivo acustico-luminoso e al possesso del gas.
Gli accertamenti hanno così ampliato il quadro nato dall’inseguimento avvenuto poche ore prima.
Obbligo di firma per il 19enne
Dopo l’arresto e le successive contestazioni, la posizione del ragazzo è arrivata davanti al giudice. Nei confronti del 19enne è stato disposto, per il momento, l’obbligo di firma.
La vicenda era iniziata come un controllo stradale e si è trasformata prima in un inseguimento tra due comuni della Bassa Bergamasca e successivamente in una serie di accertamenti sull’abitazione del giovane.
Al centro dell’attenzione resta anche il sequestro delle venti bombole. La presenza di una quantità consistente di protossido d’azoto riporta l’attenzione sull’utilizzo ricreativo del cosiddetto gas esilarante, una pratica che può essere erroneamente percepita come poco rischiosa proprio per gli impieghi legali della sostanza.
Nel caso di Verdello, il materiale è stato individuato nell’ambito degli approfondimenti seguiti alla fuga sulla Panda rubata. Le contestazioni definitive e le eventuali responsabilità del 19enne dovranno essere stabilite nel prosieguo del procedimento.
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