Assoluzione per il caso dell’incendio alla pizzeria di Treviglio

L'uomo, difeso dall'avvocato Francesco Nucera, ha commentato la sentenza dichiarando di aver vissuto per anni nell'angoscia sapendo di essere innocente

Nella serata del 22 dicembre 2019, un incendio aveva raso al suolo il pittoresco chiosco del bar-pizzeria “La jungla” nel parco pubblico “Baden Powell” di via Marconi a Treviglio. La proprietà dell’esercizio era intestata al figlio del 53enne crotonese residente a Treviglio, il quale, paradossalmente, era stato accusato di aver appiccato il rogo.

Incendio alla pizzeria di Treviglio: caso chiuso

Oggi, mercoledì 17 gennaio, il giudice Andrea Guadagnino ha pronunciato una sentenza di assoluzione con formula piena, scagionando l’uomo da ogni accusa. Le gravi imputazioni di incendio doloso, truffa assicurativa e furto di energia elettrica si sono rivelate infondate. La contestazione originaria suggeriva che l’incendio fosse stato innescato deliberatamente per ottenere un cospicuo risarcimento dall’assicurazione, stimato in 250.000 euro per l’immobile e 50.000 euro per il contenuto. In aggiunta, l’imputato era accusato di aver effettuato un allacciamento abusivo al circuito elettrico di illuminazione pubblica.

Già nell’udienza precedente, la Procura aveva richiesto l’assoluzione, anche se con una formula dubitativa. Questa volta, il giudice ha emesso un’assoluzione senza ombra di dubbio, eliminando ogni accusa contro l’uomo. Inoltre, la sentenza ha ordinato la trasmissione degli atti alla Procura per un’ulteriore indagine su alcune circostanze emerse durante il processo. Tra le questioni da approfondire ci sono le minacce rivolte da un giovane, in precedenza, alla sorella, legate alle voci su una presunta relazione fra lei e l’imputato. Un altro episodio coinvolge le presunte pressioni esercitate su un elettricista e la moglie durante gli interrogatori in questura, quando fungevano da persone informate sui fatti. L’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Nucera, ha commentato la sentenza dichiarando di aver vissuto per anni nell’angoscia, sapendo di essere innocente. Ora, finalmente, può guardare al futuro senza l’ombra di un reato che non ha commesso.

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