La carenza di medici di base in provincia di Bergamo: una panoramica desolante

Trentamila bergamaschi tra città e provincia privi del medico di famiglia. I problemi nel passaggio dalla Continuità assistenziale diurna diffusa agli Ambulatori medici temporanei

La provincia di Bergamo affronta una significativa sfida nel settore sanitario, con una marcata carenza di medici di base che colpisce quasi 30 mila cittadini, privati dell’assistenza primaria. Questo deficit si manifesta con particolare intensità nella Bassa pianura e nell’Alta Valle Seriana, dove il bisogno di camici bianchi è più avvertito. Per rispondere a questa esigenza, nel 2022 è stata introdotta la Continuità assistenziale diurna diffusa (Cad), permettendo ai pazienti “orfani” di accedere a visite mediche, prenotabili attraverso diverse modalità. Nonostante i successi iniziali, si prevede un passaggio agli Ambulatori medici temporanei (Amt), una mossa che ha suscitato preoccupazioni tra i professionisti e i pazienti.

L’Asst Bergamo Ovest e l’Asst Bergamo Est: due realtà a confronto

L’Asst Bergamo Ovest emerge come l’area più colpita dalla carenza di medici, con 23.402 cittadini privi di un medico di base su un totale di oltre 477 mila abitanti distribuiti in 77 Comuni. La direzione generale, di fronte al passaggio agli Amt, esprime preoccupazione per la perdita dell’efficacia del modello Cad, apprezzato dalla comunità. La situazione richiede un equilibrio tra le esigenze del territorio e le aspettative dei professionisti, con l’obiettivo di garantire un servizio adeguato senza causare ulteriori disservizi.

D’altro canto, l’Asst Bergamo Est, che comprende oltre 380 mila abitanti in 103 Comuni, affronta una sfida simile, con più di 5 mila persone senza un medico di base, particolarmente nell’Alta Valle Seriana. Qui, l’impegno verso il reclutamento di professionisti e l’implementazione degli Amt mira a migliorare l’accesso alle cure primarie, nonostante le difficoltà dovute alla carenza diffusa di medici.

Il caso dell’Asst Papa Giovanni XXIII: una situazione gestibile

L’Asst Papa Giovanni XXIII presenta una realtà leggermente diversa, con un numero ridotto di pazienti e medici coinvolti nel passaggio dalla Cad agli Amt, concentrati principalmente nelle Valli tra i 63 Comuni del territorio. Qui, la transizione si preannuncia meno impattante, con un’esigenza limitata di ambulatori temporanei destinati a coprire soltanto 4 ore di assistenza, grazie alla collaborazione e alla disponibilità dei medici locali. L’approccio adottato mira a mantenere l’accesso ai servizi essenziali di salute, promuovendo al contempo la prevenzione e la salute pubblica attraverso campagne informative e vaccinazioni.

Conclusioni e prospettive future

La situazione dei medici di base in provincia di Bergamo evidenzia una sfida complessa nel settore della sanità territoriale, che richiede soluzioni innovative e collaborative. Il passaggio agli Ambulatori medici temporanei rappresenta un tentativo di risposta a questa carenza, ma solleva questioni legate alla sostenibilità del modello e alla sua accettazione sia da parte dei professionisti che dei pazienti. L’impegno congiunto di Asst, enti locali, medici e cittadini sarà cruciale per navigare questa transizione, con la speranza di costruire un sistema sanitario più resiliente e accessibile per tutti i bergamaschi.

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