Il settore artigiano si confronta con una sfida crescente nell’attrarre e mantenere il personale qualificato, un fattore critico che impatta economicamente le aziende con un costo stimato di 251 milioni di euro per la sola provincia di Bergamo. Questo costo rappresenta le difficoltà incontrate dalle aziende nel reperire addetti, con ricerche che spesso si protraggono per oltre sei mesi senza successo, secondo quanto riportato dall’Ufficio studi Confartigianato.
Il personale: nodo del mondo dell’artigianato
Le aziende artigiane, consapevoli che il capitale umano rappresenta una delle principali ricchezze, stanno adottando diverse strategie per aumentare la propria attrattività. Tra queste, gli aumenti salariali (40,6%) si posizionano al primo posto, seguiti dalla flessibilità degli orari di lavoro (27,3%) e dal riconoscimento dell’autonomia nelle competenze specifiche (23,1%). Queste misure sono volte a costruire team affidabili e a prevenire la perdita di competenze essenziali.
Domanda e offerta di lavoro: un incontro difficile
Il panorama generale del reperimento di personale nelle imprese italiane mostra una difficoltà che nel 2023 ha raggiunto il 45,1% delle entrate previste, con un incremento di 4,6 punti percentuali rispetto al 40,5% del 2022. In particolare, le micro e piccole imprese (Mpi) segnalano una quota ancora più alta, al 48,1%, mentre per le imprese artigiane questa percentuale sale al 55,2%.
La crisi demografica e l’artigianato
La crisi demografica aggrava questa situazione, con la denatalità e l’inattività che incidono quasi su un milione e mezzo di giovani tra i 25 e i 34 anni. Di fronte a questa realtà, il 24,9% delle imprese ha deciso di attivare o intensificare la collaborazione con le scuole, in particolare quelle tecnico-professionali, per cercare di colmare il divario.
Storie come quella di Roberto Barbetta, titolare di Barbetta Cesare Costruzioni meccaniche, evidenziano come le aziende stiano adottando un approccio più aperto e inclusivo, cercando di offrire un ambiente di lavoro più accogliente e gratificante. Questi sforzi includono non solo miglioramenti economici, ma anche l’adozione di una maggiore flessibilità lavorativa e il tentativo di creare un welfare aziendale che risponda alle esigenze dei dipendenti.