Provincia: nasce il patto per sostenere il volontariato

Un protocollo d'intesa per promuovere e studiare la solidarietà a Bergamo: ecco i soggetti istituzionali che l'hanno firmato con la Provincia di Bergamo

Un accordo di collaborazione volto a sostenere il volontariato nella provincia di Bergamo è stato ufficialmente firmato. Frutto di tre anni di studio e di collaborazione tra la Provincia, l’Università degli Studi di Bergamo, il Centro Servizi per il Volontariato (Csv), la Diocesi di Bergamo e la Fondazione della Comunità Bergamasca, questo patto mira a promuovere e supportare la cultura della solidarietà. L’obiettivo è analizzare e misurare il fenomeno del volontariato per comprenderne meglio le esigenze e coinvolgere maggiormente i giovani.

Obiettivi e sfide del volontariato

L’accordo mira a valorizzare e unire le forze per affrontare le sfide che il mondo del volontariato sta affrontando, come la digitalizzazione e il coinvolgimento dei giovani. Sergio Cavalieri, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, ha affermato che non si tratta solo di una firma, ma della valorizzazione di un percorso avviato da tempo, che ha portato alla consapevolezza di unire le forze. Con questo accordo, si vuole attivare una collaborazione stabile sul fenomeno, facendo leva sulle competenze e sensibilità degli attori coinvolti per contribuire a sostenerne lo sviluppo.

L’accordo e il suo significato

Il protocollo d’intesa prevede l’istituzione di un Osservatorio permanente che, attraverso il lavoro di docenti e ricercatori dell’università, analizzerà il volontariato nei prossimi tre anni. Pasquale Gandolfi, presidente della Provincia di Bergamo, ha dichiarato che l’accordo suggella una collaborazione in corso da tempo. Gandolfi ha sottolineato che il volontariato rappresenta una grande risorsa e, nonostante il momento di difficoltà economica, la Provincia ha messo a disposizione delle risorse, legate soprattutto all’avvicinamento dei giovani al volontariato, con l’obiettivo di fare in modo che le associazioni continuino a operare ricevendo linfa nuova.

Le risorse messe a disposizione

I sottoscrittori dell’accordo contribuiranno con 5 mila euro ciascuno all’anno per tre anni, destinati a sostenere i costi dell’università, quali l’acquisizione di software, database, borse di studio e di ricerca, per un investimento complessivo di 60mila euro. Damiano Amaglio, consigliere provinciale con delega all’Associazionismo, ha sottolineato che l’accordo chiude un intenso lavoro a sostegno del volontariato, fatto d’iniziative e di contributi attraverso un percorso comune che incrocia i punti di vista di tutte le istituzioni partecipanti.

La direzione del progetto della Provincia

La direzione scientifica e il coordinamento del programma di studio sono stati affidati a Mariafrancesca Sicilia, docente di Economia aziendale all’Università degli Studi di Bergamo. Sicilia ha dichiarato che l’obiettivo è studiare e supportare tutte le forme di volontariato e facilitare il dialogo nel contesto della provincia, provando a identificare le azioni che potranno essere messe in campo.

La Diocesi e la Fondazione della Comunità Bergamasca

Anche la Diocesi di Bergamo ha un ruolo cruciale in questo progetto. Don Mario Carminati, vicario episcopale per gli Affari economici, ha detto che l’accordo guarda in prospettiva ai bisogni cui il volontariato risponde. La presenza del volontariato nella provincia è capillare, frutto di una sensibilità e di un’educazione trasmesse nel tempo. Don Michelangelo Finazzi, vicario episcopale per i Laici e la Pastorale, ha aggiunto che la riforma della Diocesi sta puntando a mettere sempre più in dialogo le forme di volontariato delle 390 parrocchie e oratori, e delle associazioni ecclesiali legate alla prossimità e alla cura.

La prospettiva della Fondazione

Osvaldo Ranica, presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca, ha evidenziato l’importanza del volontariato per la coesione sociale, affermando che il volontariato è centrale nella società e lo sarà sempre di più in futuro, poiché contribuisce a mantenere la coesione in un contesto di crescita di forti disuguaglianze. Il ricambio generazionale è una delle sfide di questo tempo per dare un maggiore aiuto alla società. I giovani hanno esigenze, talento e competenze e si approcciano a questo mondo in modo diverso. La fondazione vuole essere parte di questo cambiamento.

Il supporto del Centro Servizi per il Volontariato

Il lavoro dell’Osservatorio proseguirà nel solco delle iniziative che Csv e Università hanno intrapreso durante l’anno della Capitale del Volontariato. Oscar Bianchi, presidente del Centro Servizi, ha affermato che indagare i territori per capirne le esigenze è importante e sapere cosa chiede la comunità è un’opera meritoria nei confronti degli stessi volontari. Essere la prima capitale del volontariato ha messo l’accento su questo mondo, valorizzando lo spirito della comunità.

Il volontariato a Bergamo: la sinergia

Il patto firmato rappresenta un passo significativo verso il sostegno e la promozione del volontariato nella provincia di Bergamo. Con l’istituzione di un Osservatorio permanente e la collaborazione tra diverse istituzioni, l’accordo mira a garantire un futuro stabile e prospero per il volontariato, coinvolgendo sempre più giovani e affrontando le sfide attuali e future.

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