Nel corso di un controllo di routine al confine tra la Svizzera e l’Italia, un uomo è stato trovato in possesso di un valore di 10 milioni di dollari in traveller’s cheque, strumenti finanziari ormai considerati obsoleti. L’uomo, fermato alla guida di una monovolume, non ha fornito spiegazioni sull’origine e la destinazione degli assegni, risultando denunciato per ricettazione.
Un’incredibile scoperta è stata fatta dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza durante un controllo di routine al valico stradale di Ponte Chiasso, tra la Svizzera e Como. Un uomo di 64 anni, originario della Valcavallina, è stato fermato mentre rientrava in Italia alla guida di una piccola monovolume. Alla classica domanda se avesse con sé denaro o strumenti negoziabili per un valore superiore ai 10mila euro, il pensionato ha risposto negativamente, mantenendo un atteggiamento apparentemente tranquillo. Tuttavia, questa risposta, combinata con il suo comportamento, ha insospettito le autorità.
I funzionari hanno deciso di approfondire il controllo, scoprendo così mille traveller’s cheque nascosti nell’auto.Questi assegni da viaggio, ormai considerati strumenti finanziari superati ma ancora validi, erano suddivisi in tre parti e nascosti sotto il sedile, nel bagagliaio e in una busta. Complessivamente, si trattava di 20 blocchetti contenenti ciascuno 50 assegni, ognuno del valore di 10mila dollari.
Nonostante l’ingente somma, l’uomo non ha saputo fornire spiegazioni circa l’origine e la destinazione degli assegni, dichiarando semplicemente che erano di sua proprietà. Le circostanze hanno portato al sequestro dei titoli e alla denuncia dell’uomo per ricettazione e violazione della normativa valutaria. Quest’ultima prevede, in casi come questo, il sequestro amministrativo del 50% dell’eccedenza rispetto ai 10mila euro consentiti, pari a circa 4,995 milioni di dollari.
L’uso di traveller’s cheque, molto comune tra turisti e viaggiatori fino agli anni ’90, è oggi considerato una rarità, superato da strumenti di pagamento e trasferimento elettronico più moderni. Questi assegni, emessi da istituti di credito o enti finanziari, garantivano sicurezza contro furti e perdite, essendo totalmente rimborsabili. Tuttavia, con l’avvento di tecnologie bancarie avanzate, il loro utilizzo è drasticamente diminuito, rendendoli ormai dei veri e propri reperti di “archeologia bancaria”.
Le autorità stanno ora cercando di chiarire l’origine e la destinazione di questi titoli, un compito reso difficile dalla mancanza di informazioni fornite dall’indagato. L’inchiesta potrebbe portare alla luce una rete più ampia di traffici illeciti legati a questi strumenti finanziari.