L’Italia è chiamata ad affrontare una delle emergenze sanitarie più gravi e trascurate: la crisi nel settore della salute mentale. I dati parlano chiaro e rivelano un quadro allarmante, soprattutto in Lombardia, dove i fondi destinati alla psichiatria sono gravemente insufficienti rispetto all’aumento delle necessità.
Sanità mentale in Lombardia
Nel 2023, il Piano sociosanitario regionale lombardo ha assistito oltre 258.000 persone in centri di salute mentale, suddivisi tra 142.102 adulti e 116.321 minori nel campo della Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza. Questi numeri, per quanto impressionanti, rappresentano solo la punta dell’iceberg. Il 3% del budget sanitario regionale destinato alla psichiatria non è sufficiente a fronteggiare un fenomeno che richiederebbe investimenti ben più consistenti.
Psichiatria e caso Verzeni
Il caso dell’omicidio di Sharon Verzeni ha portato alla luce una problematica ancora più ampia. Se si guarda ai dati del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, si scopre che i pazienti presi in carico sono aumentati del 20,9% dal 2019 al 2023, passando da 4.397 a 5.315. Ancora più allarmante è l’incremento del 430% tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, i cui casi sono balzati da 127 nel 2019 a 675 nel 2023. Anche tra gli adulti dai 26 ai 64 anni si è registrato un aumento del 17,9%, mentre solo nella fascia over 65 si è osservata una riduzione del 18,9%.
L’emergenza malati psichiatrici
L’accesso ai Pronto Soccorso per disturbi psichiatrici in Lombardia è cresciuto del 61% dal 2016 al 2022, una cifra che segnala un’emergenza non più ignorabile. Questo aumento è stato ulteriormente accelerato dalla pandemia da Covid-19, con un incremento stimato degli accessi ai Pronto Soccorso del 30% negli ultimi quattordici anni. Tuttavia, mentre le richieste di aiuto aumentano, il numero di psichiatri è in calo. Entro la fine del 2025, almeno un migliaio di psichiatri usciranno dal sistema, tra pensionamenti e dimissioni, senza essere sostituiti in numero sufficiente.
Comunità di cura in crisi
Le conseguenze di questo disinvestimento sono gravi. Le comunità terapeutiche, già ora al limite, subiranno un ulteriore colpo con l’aumento delle retribuzioni degli operatori del settore previsto per il 2025, che si aggira tra il 10% e il 13%. Questo aumento potrebbe mettere in ginocchio un sistema già fragile, lasciando migliaia di pazienti senza il supporto necessario.
L’Italia e il resto d’Europa
Se si considerano le comparazioni internazionali, l’Italia è tra i paesi europei che destinano meno risorse alla salute mentale. Le strutture, il personale e i mezzi a disposizione sono ormai insufficienti per rispondere ai bisogni sociosanitari dei malati psichiatrici. Per affrontare adeguatamente anche i disturbi della personalità, sarebbe necessario triplicare gli investimenti attuali.
In questo contesto, il caso dell’omicidio di Sharon Verzeni appare come un tragico campanello d’allarme. Se il 31enne accusato del crimine verrà riconosciuto colpevole, dovrà rispondere delle sue azioni. Tuttavia, l’episodio solleva interrogativi urgenti su quanto poco si stia facendo per prevenire simili tragedie, investendo nella salute mentale e nelle politiche di sicurezza pubblica.