I Carabinieri di Urgnano e Fara Gera d’Adda hanno eseguito due provvedimenti di divieto di avvicinamento e obbligo di indossare il braccialetto elettronico nei confronti di un 29enne egiziano e un 37enne italiano, accusati di gravi episodi di violenza e persecuzione ai danni delle loro ex conviventi. Entrambi sono stati denunciati per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, reati che hanno portato il giudice del Tribunale di Bergamo a emettere le misure cautelari.
Il primo caso: pedinamenti e intimidazioni in auto
Il primo caso riguarda un 29enne di origine egiziana che ha perseguitato la sua ex compagna, una 23enne italiana, per un periodo di circa quattro anni. L’uomo ha messo in atto minacce, percosse e pedinamenti, spingendo la vittima a vivere in un continuo stato di paura. L’episodio più grave, avvenuto a fine agosto, ha visto l’uomo seguire la donna con la propria auto, tentando di intimidirla e costringerla a fermarsi. A seguito di questo episodio, la giovane, ormai esasperata dalla situazione, ha deciso di rivolgersi alle autorità e denunciare il comportamento del suo ex.
Il secondo caso: aggressione e violenza fisica
Nel secondo caso, un 37enne italiano ha tormentato per cinque mesi la sua ex convivente, una 42enne italiana, con telefonate incessanti e pedinamenti. La situazione è degenerata a luglio, quando l’uomo è riuscito a introdursi nella casa della donna, dove l’ha aggredita fisicamente, afferrandola per il collo e trascinandola giù per le scale. Nonostante questo grave episodio di violenza, le persecuzioni non si sono fermate, proseguendo anche nei mesi successivi.
Misure restrittive e monitoraggio elettronico
Grazie alle denunce delle vittime e alle indagini svolte dai Carabinieri e dalla sezione di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Bergamo, il giudice ha emesso provvedimenti che impongono ai due uomini di mantenere una distanza di almeno 500 metri dalle vittime e dai luoghi da loro frequentati. Inoltre, è stato disposto l’utilizzo del braccialetto elettronico per monitorare costantemente i movimenti degli accusati e prevenire ulteriori episodi di violenza.
Queste misure sono fondamentali per tutelare le vittime di violenza domestica e stalking, garantendo loro una maggiore sicurezza e riducendo il rischio di nuove aggressioni.