Bergamo accoglie ufficialmente il CIID (Copenhagen Institute of Interaction Design), uno dei principali centri internazionali dedicati alla progettazione dell’interazione tra esseri umani e prodotti digitali. L’inaugurazione si terrà venerdì 27 settembre presso il suggestivo Monastero di Astino, dove la nuova sede italiana del CIID avrà il compito di formare e incubare progetti innovativi, coinvolgendo aziende e studenti da tutto il mondo per immaginare il futuro dei prodotti e servizi digitali.
Simona Maschi, co-fondatrice e direttrice del CIID, ha sottolineato come la missione del centro sia quella di rigenerare il pianeta attraverso la tecnologia, non solo preservandolo. La filosofia dell’istituto si ispira alla biodiversità e si concentra su un’innovazione life-centred, che mette al centro la vita delle persone e dell’ambiente. In quest’ottica, il CIID punta a promuovere una progettazione responsabile, dove l’80% dell’impatto ambientale di un prodotto viene determinato già in fase di ideazione.
Nato nel 2006 a Copenhagen e successivamente espansosi in Costa Rica nel 2020, il CIID ha radici italiane: le sue origini risalgono all’Interaction Design Institute di Ivrea, un’iniziativa pionieristica promossa da Olivetti e Telecom Italia, da cui è nata anche la piattaforma Arduino. La nuova sede italiana, realizzata grazie al supporto della Fondazione Mia e del Comune di Bergamo, mira a consolidare questa eredità e a portare l’interaction design al centro del panorama tecnologico nazionale.
Il campus di Bergamo offrirà corsi annuali e pop-up schools, oltre a ospitare un incubatore per startup innovative e spazi di coworking per aziende pubbliche e private. La struttura, situata nella Cascina Convento dell’ex Monastero di Astino, sarà un vero e proprio hub di innovazione, dove studenti e professionisti potranno confrontarsi e collaborare su progetti che spaziano dalla mobilità sostenibile alla salute, passando per l’energia e l’impact investment.
Numerosi i partner coinvolti nel progetto, tra cui Google, Enel, Lego, Meta, Toyota e Volvo, oltre a rinomati esperti come Massimo Banzi, cofondatore di Arduino, e Amanda Parkes, cofondatrice di Pangaia, uno dei brand leader nell’economia circolare. Il CIID di Bergamo diventerà così un punto di riferimento per la formazione di “artigiani digitali” in grado di affrontare le sfide tecnologiche e ambientali del futuro.
Il programma di apertura prevede due momenti distinti: dalle 17:00 alle 18:15, visita alla location con aperitivo e incontro con il team del CIID, seguito, dalle 18:30 alle 20:15, da una serie di interventi di ospiti italiani e internazionali che illustreranno la storia, le attività e il potenziale impatto del centro sul territorio.
Il CIID a Bergamo non sarà solo una scuola, ma un vero e proprio ponte tra il mondo accademico e quello delle aziende. Le imprese potranno collaborare con il centro attraverso progetti concreti, borse di studio e attività di formazione, offrendo agli studenti la possibilità di confrontarsi con sfide reali e accedere a opportunità di lavoro. Il CIID punta così a creare un ecosistema innovativo e sostenibile, in linea con le esigenze del mercato e le sfide globali.
Il sostegno alla nuova sede del CIID è arrivato anche da numerose aziende locali, che hanno contribuito all’allestimento degli spazi con donazioni di prodotti usati, difettati o invenduti, e tramite l’impiego di materiali riciclati a basso impatto ambientale. Tra i partner che hanno reso possibile la realizzazione del progetto ci sono Pedrali, Abert Broggi, Bodum, Intesa Sanpaolo, Alias Design, Foppa Pedretti e il Patronato San Vincenzo di Bergamo.
La location scelta per il CIID, immersa nel verde del Monastero di Astino, rappresenta un esempio di rigenerazione ambientale. Con oltre 2.000 metri quadrati di spazio, il campus è parte del progetto di riqualificazione ambientale della Fondazione Mia, già vincitore del Premio Paesaggio d’Europa 2021. Un contesto che riflette perfettamente la visione del CIID: unire tecnologia e sostenibilità per costruire un futuro più consapevole e rispettoso dell’ambiente.
Con l’apertura del CIID a Bergamo, l’Italia si inserisce in un network globale di oltre 500 professionisti, ex studenti e docenti, creando nuove opportunità di crescita e innovazione nel campo dell’interaction design.