A Bergamo l’arte contemporanea si fa testimone del presente

Giovedì 14 novembre l’opening della mostra “Testimoni oculari” al Palazzo della Ragione: l’arte contemporanea diventa uno specchio del presente

The Blank Contemporary Art inaugura domani, giovedì 14 novembre alle ore 18, presso il Palazzo della Ragione, la mostra “Testimoni Oculari”, curata da Stefano Raimondi. L’evento fa parte del 14° Festival di Arte Contemporanea ArtDate e presenta le opere di artisti di fama internazionale: Berlinde De Bruyckere, Julian Charrière, Isabelle Cornaro, Ibrahim Mahama, Jacopo Mazzonelli, Georgina Starr e Nari Ward.

Un viaggio tra oggetti e significati nascosti

“Testimoni Oculari” invita i visitatori a riflettere sul presente, ponendosi come testimoni diretti dei cambiamenti che, a volte in modo dirompente, altre quasi impercettibilmente, si manifestano davanti ai nostri occhi. L’esposizione propone opere che trasformano materiali e oggetti comuni in potenti metafore. Dalle 799 uova d’anatra ai pianoforti mononota, passando per sacchi di juta, piramidi di sale boliviano e luci votive in secchi di plastica, ogni elemento racconta storie di potere, identità, globalizzazione e consumismo.

“Non tutte le cose sono quello che sembrano”, sottolinea il curatore Raimondi. Le opere esposte sono il risultato di un processo di emancipazione e riabilitazione di materiali, capaci di rimandare a questioni cruciali come la circolazione delle merci, l’ecologia e il rapporto tra corpi e identità.

Collaborazioni e sostegno istituzionale

La mostra è realizzata grazie alla collaborazione con AGIVERONA, in intesa culturale con il Comune di Bergamo e con il contributo di Regione Lombardia e Camera di Commercio di Bergamo. Un evento che conferma il ruolo di Bergamo come punto di riferimento per l’arte contemporanea, in un dialogo costante tra istituzioni pubbliche e private.

Laboratori per famiglie

Oltre alla visita della mostra, aperta fino al 12 gennaio 2025, ogni sabato pomeriggio alle ore 15 saranno organizzati laboratori dedicati a bambini e famiglie, offrendo un’occasione unica per avvicinare anche i più giovani al mondo dell’arte contemporanea.

 

Le opere simbolo della mostra

Uno dei lavori centrali è Paysage avec poussin et témoins oculaires VI (2014) di Isabelle Cornaro, un’installazione che trasforma un dipinto classico di Nicolas Poussin in un paesaggio tridimensionale. L’artista utilizza oggetti quotidiani per indagare il rapporto tra sistemi di rappresentazione e percezione.

Altrettanto significativa è l’installazione di Ibrahim Mahama, realizzata con sacchi di juta utilizzati per il trasporto di merci. Questi materiali portano con sé memorie e simbolismi legati alla globalizzazione e alla migrazione, rappresentando il ponte tra passato e presente.

Esperienze sensoriali e riflessioni

Tra le opere più evocative, spicca Eggs Curtain di Georgina Starr, una tenda composta da uova di anatra che simboleggia un portale iniziatico. Julian Charrière, invece, con Future Fossil Spaces costruisce un paesaggio di sale del Salar de Uyuni, esplorando il paradosso tra il mondo digitale e l’esaurimento delle risorse naturali. Nari Ward contribuisce con Wishing Arena, un’installazione che combina candele votive e cestini di plastica per riflettere sul dialogo interiore e sociale.

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