La Corte d’Assise di Bergamo ha assolto un padre no-vax di 48 anni, accusato di maltrattamenti nei confronti dei suoi due figli, oggi 17 e 13 anni. Secondo la denuncia dell’ex moglie, lo avrebbe curati con metodi alternativi, negava il Covid e li avrebbe spinti a non avvicinarsi alla madre, una psicologa vaccinata contro il virus. Tuttavia, il tribunale ha stabilito che “il fatto non sussiste”.
Le accuse e il processo
Il caso è iniziato nel 2016, quando l’uomo ha sviluppato una forte convinzione nei poteri di guarigione alternativa, dopo aver partecipato a un evento alla Fiera dell’Oriente di Milano. Da quel momento, ha iniziato a curare i figli con l’imposizione delle mani e un integratore definito “acqua magica”.
Con lo scoppio della pandemia, le tensioni in famiglia sono aumentate: secondo la moglie, l’uomo negava l’esistenza del Covid, impediva ai figli di indossare le mascherine e si opponeva alla loro frequenza scolastica. Li avrebbe anche convinti a non avvicinarsi alla madre, ritenendola “radioattiva” dopo il vaccino.
A dicembre 2020, i due ragazzi hanno trascorso tre settimane con il padre, cambiando atteggiamento nei confronti della madre al loro ritorno. La donna ha denunciato un clima ostile e atteggiamenti aggressivi, fino alla decisione del tribunale di allontanare i minori dalla casa familiare e collocarli in una comunità.
La sentenza e la difesa
Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a tre anni, con il riconoscimento del vizio parziale di mente, mentre la difesa ha sostenuto la piena capacità di intendere e volere dell’imputato, chiedendone l’assoluzione.
Le ultime udienze si sono svolte a porte chiuse per tensioni tra avvocati e pubblico. Il 48enne, infatti, si è sempre presentato in aula accompagnato da persone legate a un sedicente “Tribunale popolare”, mentre la moglie ha riferito che l’uomo apparteneva alla setta “Raggio di Luce Attiva”.
Dopo un processo complesso, il tribunale ha assolto l’uomo, stabilendo che non ha mai maltrattato i suoi figli. Nel frattempo, i ragazzi sono tornati a vivere con la madre e il suo nuovo compagno.