È stato recentemente donato all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo un casco refrigerante innovativo per prevenire la caduta dei capelli durante i trattamenti di chemioterapia, in particolare per le pazienti con tumore al seno. Questo dispositivo, che agisce raffreddando il cuoio capelluto, rappresenta una delle soluzioni più efficaci per contrastare l’alopecia causata dalla chemioterapia, un effetto collaterale che può avere un forte impatto psicologico sulle donne in trattamento.
Come funziona il dispositivo e i suoi benefici
Il casco, noto anche come “scalp cooling”, è stato progettato per raffreddare il cuoio capelluto durante la chemioterapia. Questo processo riduce l’afflusso di sangue ai follicoli piliferi, proteggendo i capelli dal danno provocato dai farmaci chemioterapici. Un recente studio italiano ha evidenziato una percentuale di successo del 68%, consentendo a molte pazienti di evitare l’uso della parrucca. Tuttavia, la sua efficacia dipende dal tipo di chemioterapia utilizzata e dalle caratteristiche individuali di ciascun paziente.
La tollerabilità del dispositivo e le difficoltà economiche
Sebbene il casco refrigerante sia generalmente ben tollerato, circa il 10% delle pazienti interrompono l’uso a causa di effetti collaterali come cefalee o una sensazione di freddo intenso. Il costo elevato della procedura e le complicazioni logistiche legate all’utilizzo del dispositivo sono altre barriere da considerare. Tuttavia, il beneficio di mantenere l’aspetto fisico intatto durante un trattamento doloroso è spesso inestimabile, tanto che l’investimento è ritenuto altamente giustificato.
L’importanza dell’iniziativa e la partnership con A.O.B.
L’iniziativa è stata promossa dalla A.O.B. Associazione Oncologica Bergamasca, che ha donato il casco come parte del suo impegno continuo nel supporto alle pazienti oncologiche. Durante la consegna, il presidente dell’A.O.B., Maurizio Radici, ha spiegato che il “dono del casco si inserisce nella missione dell’associazione di migliorare la qualità della vita delle donne durante il loro percorso di cura, aiutandole a preservare un aspetto che per molte rappresenta una parte importante della propria identità”.
La Giornata per la Salute della Donna: una data simbolica
La consegna del dispositivo è avvenuta simbolicamente il 22 aprile, in coincidenza con la Giornata per la Salute della Donna, per sottolineare l’importanza di questa iniziativa e il legame con la salute e il benessere delle donne in cura. Francesco Locati, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII, ha evidenziato come il casco refrigerante rafforzi “l’attenzione dell’ospedale verso le esigenze femminili durante il trattamento contro il tumore al seno, contribuendo ad alleviare il carico psicologico legato alla malattia”.
Il ruolo dell’Associazione Oncologica Bergamasca
La A.O.B. è da anni al fianco dei pazienti oncologici, collaborando con l’ospedale Papa Giovanni XXIII per fornire supporto e contribuire all’acquisto di strumentazioni innovative. L’associazione si impegna a finanziare progetti e servizi utili per i malati, migliorando continuamente l’accesso alle migliori tecnologie disponibili nel trattamento del cancro. Alla presentazione del dispositivo hanno partecipato, per l’Ospedale, Francesco Locati, Direttore generale, il Direttore dell’Oncologia Alberto Zambelli, la coordinatrice infermieristica Barbara Zanchi e l’infermiera Maria Grazia Paris. Per A.O.B. Associazione Oncologica Bergamasca o.d.v., oltre a Radici, presenti le volontarie Marina Callioni, Nadia Gherardi, Lella Boiardi e Patrizia Castelletti.