Una scena che sembra arrivare da un’altra epoca, eppure è accaduta in pieno giorno, a pochi passi da via Stoppani. Un uomo si inietta eroina in vena nel parcheggio di via Casalino, tra siringhe usate, cartine bruciate e stagnole: un’immagine quotidiana per chi abita nella zona, che denuncia una situazione divenuta ormai insostenibile.
Secondo i residenti, il fenomeno del consumo di stupefacenti – in particolare crack ed eroina – ha assunto proporzioni preoccupanti. A peggiorare il quadro, a detta degli abitanti, lo sgombero dei bivacchi dal piazzale degli autobus nei mesi scorsi. “Da allora – racconta D. G. C., residente in zona a Bergamonews – un gruppo stabile di tossicodipendenti ha preso possesso del parcheggio. Siamo almeno a dieci presenze fisse ogni giorno”.
Una spirale di degrado visibile e allarmante, che trasmette disagio anche a chi si trova semplicemente a passare per la zona, come dimostra l’episodio che ha visto una famiglia francese allontanarsi in fretta e furia una volta accortasi della scena nel parcheggio.
“Siringhe ovunque e un parcheggio ridotto a latrina”
L’area adiacente ai condomini ospita anziani, famiglie con adolescenti e lavoratori, molti dei quali – specie nelle ore serali – hanno timore a rientrare a casa o a parcheggiare l’auto. “È una zona trasformata in una latrina a cielo aperto”, spiegano. “Tra urina, escrementi e siringhe, la situazione è diventata pericolosa e inaccettabile”.
L’assessore Angeloni: “Fenomeno monitorato, ma non legato allo sgombero”
Sulla questione è intervenuto Giacomo Angeloni, assessore alla Sicurezza del Comune di Bergamo: “Siamo consapevoli del problema e stiamo intervenendo quotidianamente per monitorare l’area. Tuttavia, non si tratta delle stesse persone allontanate dalla stazione: i senzatetto sgomberati sono noti e sono stati tracciati. In via Casalino, invece, parliamo di altri soggetti”.
Secondo Angeloni, la zona è sotto costante controllo, ma per agire con misure adeguate occorre distinguere tra uso personale e spaccio di stupefacenti: “Le forze dell’ordine possono intervenire con maggiore efficacia solo in presenza di elementi che confermino l’attività di spaccio”.
Un problema strutturale che chiede risposte urgenti
Nonostante gli sforzi dichiarati dall’amministrazione, i cittadini chiedono un cambio di passo concreto e immediato, a partire da un rafforzamento della sorveglianza e da interventi di riqualificazione urbana. “Non vogliamo militarizzare la zona – dicono i residenti – ma serve una risposta chiara, non solo controlli di facciata. Vivere così non è più tollerabile”.
Anche perché la percezione di insicurezza è crescente, e il rischio che la situazione possa degenerare ulteriormente è reale. Il Comune ha garantito disponibilità al confronto: “Siamo sempre pronti a incontrare i residenti – ha concluso Angeloni –. La collaborazione è fondamentale per affrontare questi disagi”.