Un banale litigio per il portone d’ingresso di uno stabile ha innescato un’operazione antidroga imprevista a Costa Volpino, portando all’arresto di un uomo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. È accaduto nel primo pomeriggio di sabato 18 maggio, quando i Carabinieri della Compagnia di Clusone sono intervenuti a seguito di una segnalazione per una lite tra condomini.
La lite e l’arrivo dei Carabinieri
Erano circa le 15 quando una pattuglia è stata inviata in un complesso residenziale della cittadina, dopo che due vicini avevano dato vita a un’accesa discussione legata alla chiusura del portone d’accesso comune. All’arrivo dei militari, gli animi si sono rapidamente placati, e i condomini coinvolti nella lite si sono dimostrati collaborativi.
Un gesto sospetto tradisce l’uomo
Mentre gli agenti svolgevano accertamenti di routine all’interno dello stabile, uno degli inquilini, un uomo di 56 anni, ha insospettito i militari con un comportamento ambiguo: è stato infatti visto spostare un barattolo dalla camera da letto a una veranda, tentando probabilmente di sottrarre l’oggetto alla vista degli agenti.
L’interesse dei Carabinieri si è subito concentrato su quel contenitore: una volta aperto, è stato scoperto al suo interno un quantitativo significativo di marijuana, pari a circa 600 grammi.
Droga, strumenti di confezionamento e arresto
A quel punto è scattata una perquisizione più approfondita dell’appartamento, durante la quale sono stati trovati materiali per il confezionamento della sostanza stupefacente: bilancini di precisione, sacchetti trasparenti e strumenti utili al dosaggio e alla vendita della droga. La quantità rinvenuta, insieme al contesto, ha portato i Carabinieri a ritenere che non si trattasse di consumo personale, ma di un’attività di spaccio vera e propria.
L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato e su disposizione della Procura di Bergamo è stato condotto in carcere.
Convalidato l’arresto, scatta la custodia cautelare
Il Giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato l’arresto, disponendo nei confronti del 56enne la misura della custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti sia il rischio di reiterazione del reato che la gravità dei fatti accertati.