Li chiamano i gatti del sindaco, perché girano, anzi, vivono, e pure si riproducono, sulla pubblica via senza appartenere ad alcun padrone. A Bergamo i felini domestici in stato di randagismo, non sempre volontariamente e spontaneamente ma a volte perché abbandonati senza essere vaccinati e microchippati, sono presenti in numero indefinito. E il Comune vuole realizzarne un censimento, “con l’Ats che parla di 80 colonie feline, anche se di riconosciute e ufficiali ce ne sono 34”, come affermato al Corriere di Bergamo dall’assessore all’ambiente Oriana Ruzzini.
Il censimento dei gatti del sindaco
Ieri, l’incontro ad hoc del membro della Giunta Carnevali col garante degli animali, Angelo Maestroni, con vicecomandante della Polizia Locale Angelo Bettoni e con Gloria Tiana di Lav-Lega Anti Vivisezione. Tutti invitati a iscriversi al registro del volontariato civico che garantisce la copertura assicurativa: “Chi aiuta i gatti e gli animali in genere rende un servizio alla città”.
Lo sportello Lav, i custodi e i felini censiti
“Abbiamo ricevuto duecento segnalazioni di maltrattamenti da quando abbiamo aperto lo sportello”, ha riferito Tiana. In città le colone feline contano su 29 “custodi”, tra cui la stessa Ruzzini che ha adottato i gatti presso una scuola di Loreto. Attualmente le colonie censite parlano di 165 animali, di cui 5 a Celadina, 4 in centro, 3 alla Grumellina, Boccaleone e Astino, 2 in Città Alta, Santa Lucia e via Gleno. “I gatti riconosciuti come colonia non possono essere spostati e ricevono l’assistenza di Ats Bergamo”, ha precisato Maestroni.