Lombardia: salme nelle chiese, no dal Pirellone alla Val Brembana

Il consigliere regionale Jonathan Lobati commenta la decisione della Regione sulla proposta di modifica della legge sui servizi funebri, sottolineando l'importanza di evitare discriminazioni tra i territori

La richiesta avanzata dai sindaci della Valle Brembana e supportata da 62 Comuni della provincia di Bergamo, volta a consentire l’esposizione delle salme all’interno delle chiese, è stata respinta da Regione Lombardia. La proposta chiedeva una modifica della legge regionale sui servizi funebri, ma la Giunta regionale ha confermato l’attuale normativa, che non prevede la possibilità di ospitare i defunti nelle chiese. Nonostante ciò, il consigliere regionale e presidente della V Commissione Territorio, infrastrutture e mobilità, Jonathan Lobati, ha dichiarato che “la partita non è chiusa”, e ha annunciato che la Regione potrebbe rivedere la normativa in futuro.

La posizione di Regione Lombardia sulla proposta

Secondo quanto comunicato da Regione Lombardia, “la legge vigente sui servizi funebri non contempla deroghe per i Comuni montani, e l’attuale regolamento offre già un’ampia gamma di opzioni per l’osservazione delle salme. Le strutture autorizzate per l’esposizione dei defunti sono le abitazioni private, le case funerarie, le strutture sanitarie e sociosanitarie, nonché gli obitori e i depositi mortuari dei Comuni”. Regione Lombardia sottolinea che ogni Comune deve dotarsi di un deposito mortuario e di un obitorio o un deposito di osservazione. La legge stabilisce inoltre che il sindaco possa disporre l’osservazione delle salme “presso strutture sanitarie o case funerarie, purché queste rispettino i requisiti di idoneità previsti dal DPR 14 gennaio 1997, che includono spazi adeguati per la sosta e la preparazione delle salme, oltre a stanze per i parenti e per il personale”.

Lobati: “La partita non è chiusa”

Jonathan Lobati, pur riconoscendo i limiti della normativa attuale, ha commentato la decisione della Regione in modo costruttivo, lasciando aperta la possibilità di rivedere la legge. “Siamo consapevoli dei limiti imposti dalla normativa vigente, ma siamo pronti a valutare una possibile modifica già nella prossima legge ordinamentale e semplificazione, tenendo conto anche della necessità di approfondire alcuni aspetti legati alle norme nazionali”. Lobati ha inoltre sottolineato che l’obiettivo è evitare discriminazioni tra i territori: “La partita non è chiusa: è fondamentale che Regione Lombardia eviti ogni forma di discriminazione, per non accentuare ulteriormente le distanze già esistenti tra i territori”.

Le richieste dei Comuni della Valle Brembana

I sindaci della Valle Brembana, supportati da altri Comuni della provincia di Bergamo, avevano sollecitato una modifica della legge per permettere l’esposizione delle salme all’interno delle chiese. L’obiettivo dichiarato era quello di favorire un maggiore avvicinamento dei familiari ai defunti, soprattutto in territori montani dove le strutture per i funerali possono essere più difficili da raggiungere. L’idea di ospitare le salme nelle chiese mirava a rendere più accessibili gli spazi di osservazione, in modo che anche le persone che vivono in zone più remote potessero avere la possibilità di visitare i propri cari defunti in modo più semplice.

Le opzioni previste dalla legge regionale

Secondo la legge regionale vigente, i Comuni devono predisporre strutture apposite per l’osservazione delle salme, come case funerarie, strutture sanitarie o depositi mortuari comunali. Ogni luogo deputato deve rispettare determinati requisiti di idoneità, che comprendono spazi adeguati per l’accoglienza dei visitatori, locali per la preparazione delle salme, e un’organizzazione che rispetti le normative di accessibilità e di sicurezza. Inoltre, la legge stabilisce che i Comuni debbano fornire anche strutture per l’assistenza e l’accompagnamento dei familiari durante la cerimonia funebre.

La decisione definitiva sulla modifica

Nonostante la proposta di modificare la legge non sia stata accolta, la discussione potrebbe riprendere in futuro. Jonathan Lobati ha ribadito che la Regione Lombardia non intende fermarsi su questa posizione e si è dichiarato disponibile a valutare modifiche normative in futuro, in un contesto di maggiore semplificazione e attenzione alle specifiche esigenze territoriali. La questione della modifica della legge regionale resterà dunque aperta, con l’obiettivo di trovare soluzioni più inclusive e adatte alle diverse realtà locali.

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